29 Maggio 2009

Biennale: Tagliati i fondi, biglietti più cari del venti per cento

Tagliati i fondi, biglietti più cari del venti per cento Biennale Arte Da novembre Padiglione delle Esposizioni aperto tutto l’anno Asac, bookshop, ristorante la rinascita dei Giardini

 VENEZIA I libri sono già negli scaffali. Dopo almeno quindici anni di ipotesi puntualmente deluse di ricollocazione dell’Asac, l’archivio storico delle arti contemporanee, memoria e tesoro della Biennale diviso fra i nuovi locali tecnologici del Vega a Marghera e il degrado di Ca’ Corner ha finalmente trovato casa. Non nasconde la soddisfazione il presidente della Biennale Paolo Baratta addentrandosi nelle sale della cosiddetta «Ala Pastor» in omaggio all’architetto Valeriano Pastor che la progettò fra il ’77 e il ’78. Siamo nell’ex Padiglione Italia, la prima sagoma massiccia che si vede entrando ai Giardini e percorrendo il viale principale. Viale e palazzo da quest’anno restano aperti, inverno incluso a partire da novembre. Merito della concessione divenuta ormai permanente (per 9 anni) data dal Comune. Le lettere «Italia» che campeggiavano sul frontone d’ingresso sono state rimosse e ricollocate sul «nuovo Padiglione Italia», quello alle tese delle Vergini all’Arsenale. Al loro posto ci sarà scritto, semplicemente, «La Biennale ». Percorrendo il viale d’accesso, sulla destra, il padiglione Sterling tradizionalmente adibito a bookshop, si trasforma in «bibliografia della Biennale» ha spiegato ieri Baratta guidando il tour in anteprima nei «nuovi Giardini». Accoglierà, cioè, un libro per ogni artista presente alla Biennale d’Arte (ma sarà così anche per Architettura). Si arriva così al Palazzo delle Esposizioni. Sulla sinistra c’è una grande sala attrezzata per la parte di accoglienza ai gruppi ma soprattutto per l’educational, quel settore dedicato ai bimbi e all’arte che fatica ancora a prendere piede in Italia a differenza del resto d’Europa. Poco oltre, l’oasi nitida del Giardino disegnato da Carlo Scarpa e l’accesso all’Ala Pastor. Tolte le copiose tracce di degrado, dai piccioni presenti in colonie alle pareti di cartongesso che coprivano la tessitura originaria in mattoni, i 1650 metri quadrati dell’Asac stanno prendendo forma. «E trovo apprezzabile lo stile architettonico quasi inedito per Venezia commenta Baratta con lame di luce radenti dal soffitto e spazi molto mossi». Procedendo fino a quello che avrebbe dovuto essere un auditorium per il consiglio di quartiere di Castello a inizio anni ’80, si arriva alla sala maggiore, la più alta, quella in cui si conserveranno i libri più delicati e meno accessibili. «Al di là della fruibilità della raccolta di volumi e delle collezioni di riviste rare spiega il presidente della Biennale lo scopo principale è che i nostri studenti si sentano a casa qui, in ogni stagione dell’anno, per questo le postazioni di studio saranno numerose, un po’ come succede alla Querini Stampalia». Ai Giardini, dunque, tutta la biblioteca e, progressivamente, la consultazione di tutti i materiali Asac in fase di digitalizzazione. La fototeca e i pezzi più delicati, invece, resteranno nelle sale climatizzate ad hoc del Vega. Sulla destra rispetto all’entrata, invece, si apre l’infilata del nuovo bookshop e di un bar-ristorante da 250 metri quadrati interni e 180 esterni su un assito di legno, il tutto progettato a guisa di installazione permanente dai designer Massimo Bartolini, Tobias Rehberger e Rirkrit Tiravanija. Il costo dell’intera operazione, alla quale hanno partecipato alcuni sponsor, è di due milioni 400 mila euro. E parlando di soldi, inevitabile pensare alla scure dei tagli che hanno ridotto, su di un budget complessivo di 30 milioni di euro l’anno, da 17,5 a 15 i milioni trasferiti dal ministero. Per far fronte ai tagli i biglietti aumenteranno da 15 a 18 euro.  Una misura che Baratta ha definito «necessaria» ma che ha provocato l’appello del Codacons perché ci ripensi: «L’aumento del 20 per cento è palesemente esagerato, la cultura così diventa un lusso». Per il resto ci sono le sponsorizzazioni, le card in vendita al costo di 150 euro l’una arrivate già a quota 105 mila e, perfino, le bolle con su scritto «Help» per chiedere un contributo ai 3500 giornalisti della vernice.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this