23 Maggio 2012

Bicicletta elettrica requisita e multata Il giudice: un errore

Bicicletta elettrica requisita e multata Il giudice: un errore

Multe annullate, bici dissequestrate e pagamento delle spese. Si è risolta così, con una sentenza del giudice di pace la contesa tra un’ azienda di biciclette elettriche e la Polizia locale. La querelle era legata ad un tipo particolare di bici a pedalata assistita: secondo i vigili urbani, non poteva circolare perché era considerato alla stessa stregua di un motorino ma non aveva casco, targa ed assicurazione. Così era scattato il sequestro del veicolo, la multa salata, agli ignari ciclisti. Per la ditta che commercializza questi mezzi, l’ azienda Zenith di Alcamo, invece non c’ è alcun bisogno di immatricolazione, assicurazione, bollo e targa. Del caso si è occupato pure il Codacons, che ha studiato a lungo le carte per capire da che parte stesse la ragione. Alla fine della guerra legale, il giudice di pace Eleonora Distefano della Terza sezione civile ha deciso per l’ annullamento dei verbali e la restituzione immediata della bicicletta. Oltre alle spese legate al giudizio. La disputa è stata al centro di un dibattito tecnico proprio per definire questo particolare tipo di bicicletta, diversa da quelle tradizionali in dotazione per esempio ai vigili urbani nelle quali per procedere è necessario pedalare, pur avendo un motore che dà un aiutino nelle salite. A regolare la questione è l’ articolo 50 del codice della strada, che risale al 2000 ed è stato aggiornato nel 2003. Una legge vecchia dieci anni, che ha dovuto fare i conti con le nuove trovate d’ ingegno. (*fram*) Francesca Marchese.

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