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14 Giugno 2013

Bici, gente, cartelli, applausi «Basta con gli amici degli amici»

Bici, gente, cartelli, applausi «Basta con gli amici degli amici»

SEGUE DALLA PRIMA Il Codacons lo bacchetta: «Dovrebbe mettersi il casco». Sulla piazza, ad attenderlo, centinaia di persone: militanti, cittadini, presidenti di Municipio, eletti e candidati delle liste che lo hanno sostenuto. Ci sono i fans di Patrizia Prestipino, con le t-shirt nere, la scritta arancione «Un uomo per Roma», slogan della campagna della bionda democratica per le primarie del centrosinistra. E poi quelli con i cartelli «Daje», il minisindaco del centro Sabrina Alfonsi e quello di Ponte Milvio Daniele Torquati, il vicepresidente della Regione Massimiliano Smeriglio, gli altri esponenti di Sel Gianluca Peciola e Luigi Nieri, alcuni consiglieri Pd (Mirko Coratti, Athos De Luca, Paolo Masini, Dario Nanni, Fabrizio Panecaldo), il presidente della Maratona di Roma Enrico Castrucci. Al fianco di Marino, quando raggiunge il palco, c’ è la mitica «Annarella», la castiga politici. Con Marino, baci e abbracci: «Avemo fatto 16-0!», dice l’ anziana, riferendosi alla vittoria del centrosinistra in tutti i capoluoghi in cui si è votato. E il sindaco, che pensa a Roma, le risponde: «15 a zero, non esageriamo…». Perché 15 sono i Municipi vinti dalla coalizione Pd, Sel, Lista civica e Centro democratico. Marino parte soft: «Una piazza bellissima, una corsa bellissima, con un obiettivo: far rinascere la nostra Roma, che vive non solo in questo palazzo, ma sullo spirito, le idee e la sensibilità delle persone». Racconta il suo «primo giorno di lavoro» negli uffici: «Abbiamo iniziato – dice – in modo diverso, incontrando alcune persone che più mi avevano colpito per le loro storie di disagio». Ed elenca: «Un bambino di San Basilio che mi ha consegnato una lettera con quelle che per lui sono le priorità del sindaco. Un’ autista dell’ Atac, i ragazzi del «Calciosociale» di Corviale, una mamma del comitato genitori degli ambulatori di neuropsichiatria infantile del Cem». Marino promette: «Dedicherò un giorno a settimana all’ ascolto: 50 giorni l’ anno. Continuate a dirmi quello che non funziona». Il pubblico ha la risposta pronta, gli fa segno che di cose ce ne sarebbero anche troppe. Marino sorride: «Come ho detto in campagna elettorale: per ogni problema, sottoponetemi anche un’ idea per risolverlo». Poi parla della scorta: «Non ne ho bisogno – dice – in una città che soffre». Ma l’ applauso più grande lo strappa quando dice di «concentrarsi sul merito, per cancellare la cultura del privilegio, degli amici degli amici». Ogni riferimento alla Parentopoli alemanniana è puramente voluto. I sostenitori scattano: «Era ora!». Il sindaco riprende: «Sceglieremo dentro al Comune le persone più competenti, più capaci, più motivate, per non avere più consulenze esterne». Si comincia dalla squadra di governo, dove – dopo una serie di trattative – sembra prevalere la linea dei partiti: due terzi di assessori esterni, ma con una rappresentanza dei consiglieri comunali eletti a colpi di preferenze. Nomi? Giovanni Legnini al Bilancio, Daniel Modigliani all’ Urbanistica, Luca Pancalli agli stili di vita. E poi Paolo Masini alla Scuola, Gemma Azuni alle Politiche sociali, più la new entry Michela Di Biase. Tra gli «esterni» si fa anche il nome della renziana Lorenza Bonaccorsi. Mirko Coratti (Pd) è in pole come presidente dell’ Assemblea capitolina (dove potrebbe andare anche Nieri di Sel), per il ruolo di capogruppo Pd se la giocano Pierpaolo Pedetti e Francesco D’ Ausilio. Ernesto Menicucci RIPRODUZIONE RISERVATA.

ernesto menicucci

 

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