5 Febbraio 2019

Bici elettriche È boom, ma in città traffico pericoloso

le due ruote il mercato delle biciclette è cambiato merisio di ebikeme: «la pista bici-pedoni non va bene e va cambiata la mentalità, si usa ancora troppo l’ auto»
Mancanza della giusta mentalità green e problemi di sicurezza, ecco i due handicap allo sviluppo della mobilità dolce, quella delle biciclette in città. È di solo poche settimane fa l’ ultimo episodio di un incidente in centro nel quale una donna di 54 anni in bici è stata investita da un’ auto, per il quale si è mosso anche il Codacons, richiedendo l’ immediata diminuzione del limite cittadino a 30 Km/h, con l’ intenzione di presentare un esposto in Procura affinché si verifichi la responsabilità della Pubblica amministrazione. La polizia locale, negli anni 2002-2016, ha rilevato 1.540 incidenti in cui sono rimasti coinvolti dei ciclisti. La media parla di un centinaio di incidenti all’ anno con una tendenza al rialzo. In queste ultime annate l’ Amministrazione comunale di Bergamo ha cercato il cambio di mentalità con tante iniziative sul territorio, togliendo anche spazio alle automobili realizzando piste ciclabili e predisponendo un piano cittadino di piste in previsione di realizzazione entro il 2025, il Biciplan, ma ancora non basta per rendere la città a misura di biciclette e far scattare il cambio di mentalità dei cittadini. Non basta solo costruire piste ciclabili ma serve una cultura nuova. In particolare va anche compreso il sempre più diffuso utilizzo delle e-bike in città, un mezzo che grazie alla ripresa elettrica può creare meno problemi ai ciclisti a un incrocio o a un rondò trafficati. Per comprendere meglio quale sia la situazione attuale, abbiamo sentito Luca Merisio, titolare dell’ azienda EbikeMe, che con la sua idea del noleggio a lungo termine delle e-bike alle aziende sta provando a far partire questo cambio di mentalità, senza dimenticare che purtroppo in Italia il 48% delle persone utilizza la macchina per spostamenti inferiori ai 10 km. Un Paese il nostro, tra le altre cose, dove c’ è il maggior numero di auto al mondo. Giubbetti colorati e ben visibili «In primis tocca a noi ciclisti fare di tutto per esser sicuri per sé e per gli altri – sottolinea Luca Merisio -. È essenziale farsi vedere, servirebbe il giubbetto catarifrangente, oppure con colori sgargianti, anche di giorno. In Italia quasi nessuno usa i fari, anteriore e posteriore. Le nostre bici hanno un impianto fari potenziato, con accensione del faro dello stop quando si toccano i freni: anche in brevi tratti per andare e tornare dal lavoro bisogna farsi vedere in tutti i modi». Per Luca Merisio il cambio di mentalità deve essere alla base di una nuova consapevolezza, che le biciclette devono prendere gradualmente il posto dell’ auto in città, ma in modi diversi, più europei, rispetto alla filosofia italiana di oggi. «La pista promiscua bici-pedoni è pericolosissima, resto dell’ idea che bisogna semplificare, non ghettizzare le biciclette in città, pensare che se ho 4 bici davanti a me, ho 4 auto in meno, non 4 rompiscatole. Prendiamo esempio dagli svizzeri con zone 30 e sensi vietati percorribili alle biciclette. Rimango dell’ idea che a volte chi progetta e realizza le ciclabili in bici non usi tanto la bici…». Noleggio per andare al lavoro Il mercato delle biciclette, nonostante un leggero calo delle bici tradizionali, che passano da 1.556.000 nel 2016 a 1.540.000 nel 2017, si mantiene stabile, anche grazie alla crescita del reparto elettrico: nel 2017 le e-bike vendute sono state 148.000, il 19% in più rispetto al 2016, anno in cui le vendite avevano registrato un +120%. «Sono più sicure e danno agilità, arrivi a 25 all’ ora in pochi secondi, si muovono veloci come uno scooter o una macchina nel traffico. Noi ci distinguiamo con un noleggio a lungo termine, che prevede formazione, manutenzione, oltre a bauletto e catena per rendere davvero la bici di uso quotidiano. Purtroppo noi italiani abbiamo la mentalità di 40 anni fa: ci muoviamo solo con la macchina, mentre l’ Europa l’ ha abbandonato da tempo. Tocca anche alle amministrazioni influenzare i cittadini, per esempio a Milano dal 2019 chi rottama auto vecchie ha un 50% di agevolazione in caso di acquisto di una bici elettrica, o come a Torre Boldone che nel 2018 ha messo a disposizione un contributo per chi acquista e-bike».
simone masper

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