Bibite e verdure, scoppia il caro estate
-
fonte:
- Il Messaggero
«Qualcuno dovrebbe intervenire». È questo il leit motiv delle associazioni, in un contesto che vede il trend dei prezzi delle consumazioni al bar, segnalarsi in costante accelerazione. Solo in questo primo semestre, concedersi caffé, bibite, gelati o panini al bancone comporta una spesa superiore del 3-5%. Una percentuale che se commisurata allo scorso anno, raggiunge il 21%. Come nel caso di paste e cornetti passati da 1500/1600 lire a 1 euro. Un altro settore particolarmente colpito è quello dei servizi finanziari, il cui dato medio continua ad essere condizionato dagli aumenti delle polizze assicurative per la responsabilità civile degli autoveicoli che in Umbria, dall?inizio dell?anno sono aumentate del 10-12%. In rialzo anche le spese per la tenuta del conto corrente bancario, rincarate – in un anno – dell?8%. Sul fronte prodotti alimentari, a spingere i prezzi in alto è soprattutto l?ortofrutta. Categoria merceologica che rappresenta anche l?elemento più dinamico di un paniere Istat che le associazioni dei consumatori considerano ormai anacronistico. Nel frattempo, anche gli altri prodotti alimentari continuano a segnalarsi per aumenti e rincari. Il prezzo del vino sale quasi del 6%, quello della birra del 4; “volano“ mozzarelle e merendine di marca (+5,9%); proibitivi quasi gli affettati in busta preconfezionati, più cari del 10%. Anche la benzina, il cui prezzo secondo l?indagine Indis-Unioncamere è sceso del 5,2%, è al centro della contestazione portata avanti da Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons che hanno denunciato per aggiotaggio le compagnie più care. «Rispetto a un anno fa – sostengono le associazioni – per un pieno di 50 litri, i consumatori spendono 5 euro in più del dovuto».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
