24 Luglio 2013

Biaggi: «Una fatalità» Agostini: «È il mestiere»

Biaggi: «Una fatalità» Agostini: «È il mestiere»
       

È attesa questa mattina a Roma Fiumicino, intorno alle 7.50, la salma di Andrea Antonelli, il pilota morto domenica a Mosca in una gara di Supersport. Con i familiari, ad accoglierla, ci sarà anche il presidente del Coni Giovanni Malagò. Poi il corteo partirà per l’ Umbria. Per volontà dei genitori Arnaldo e Rossella, la camera ardente sarà allestita nella chiesa parrocchiale di Macchie, la frazione di Castiglione del Lago dove Andrea abitava con la famiglia. I funerali sono in programma domani alle 17 al campo sportivo di Sanfatucchio. «La tecnologia va avanti e mi piacerebbe che ciò accadesse di pari passo con la sicurezza, ma spesso non è cosi ed è quello che accade in tutti gli sport del motore». La denuncia ha il peso della fama di Max Biaggi. «Bisogna comunque avere la forza di girare pagina e continuare – dice l’ ex corsaro nero – perché un campionato del mondo è impossibile da fermare. Terribile, ma è successo al primo giro di una gara bagnata e nuvole d’ acqua come quelle si sono viste tante altre volte in tante altre gare». UNA MORTE assurda, quella di Antonelli, che però per il 15 volte iridato Giacomo Agostini, fa parte del gioco: «Spesso dopo incidenti come questo si parla tanto e anche a vanvera – sostiene -. Bisogna tenere i piedi per terra, pensare a migliorare la sicurezza e pensare che in fondo questo mestiere ce lo siamo scelti noi. A Valentino Rossi è venuta voglia di tornare a casa? Ma Valentino non sa che in questo mestiere si può morire, purtroppo?». Per il presidente del Coni, Giovanni Malagò, «è importante non approfittare dell’ amore dei ragazzi verso questo sport, una vera e propria fede. Un’ accusa molto chiara e onestamente condivisibile è quella di Marco Melandri, che ha detto che la gara di Mosca non si doveva disputare». Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Roma ipotizzando il reato di omicidio con dolo eventuale per le condizioni proibitive della pista. «Non posso crederci, nel giro di 36 giorni 2 incidenti gravi – scrive sul sul suo profilo Fb, Alessia Polita, la giovane motociclista rimasta paralizzata dopo un incidente di gara il 15 giugno scorso – Le moto le amerò sempre, ma c’ è qualcosa che non sta funzionando più! Le carni da macello sono dal macellaio. Grido a voi piloti, le nostre voci devono essere ascoltate. Non fate ancora una volta finta di niente».

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