17 Settembre 2005

Beve e si sente male: nell?acqua c?era detersivo

Beve e si sente male: nell?acqua c?era detersivo
Incubo Acquabomber, due casi in pochi giorni: all?ospedale una studentessa di 15 anni







Allarme Acquabomber anche a Pescara. Una ragazzina di 15 anni – Maria S. originaria di Cugnoli – è rimasta intossicata ieri intorno alle 8,30 per aver bevuto acqua minerale ?al sapone? da una bottiglietta della Levissima. L?aveva appena acquistata al panificio Bonifacio, sulla Tiburtina, negozio che si trova proprio di fronte alla sua scuola, l?Istituto Manthonè.
Il frigo è proprio di fronte al lungo bancone, è un self-service e chiunque può aprirlo; e chiunque potrebbe aver messo lì dentro la bottiglia-killer. «Ma noi non c?entriamo nulla, siamo tranquilli, l?abbiamo detto alla polizia» ha dichiarato Ernesto Bonifacio, il titolare: cortese ma sotto shock anche lui per l?accaduto.
Alla ragazza sono bastate due sorsate mandate giù un attimo prima di entrare in classe ed è stato il panico: «Quest?acqua puzza, che schifo, oddio sto male» ha detto alle sue compagne della Seconda C. Dieci minuti più tardi ha accusato forti bruciori di stomaco. Spaventata, è stata soccorsa dal personale della scuola. Un?ambulanza del 118 l?ha portata all?ospedale Santo Spirito dov?è stata ricoverata sotto osservazione nel reparto di Pediatria, coordinato dal primario dottor Paolo Visci.
In ospedale è finita anche la bottiglietta inquisita, poi consegnata agli agenti del posto fisso di polizia e portata all?Arta per gli esami di laboratorio. «L?acqua della bottiglietta conteneva tensoattivi anionici, in una parola detersivo, probabilmente un ammorbidente, in una percentuale di 7,4 milligrammi per litro: praticamente una goccia, ma è bastata ad avvelenare la ragazza» ha rivelato il capo della Squadra mobile, Nicola Zupo, dopo il responso dell?Arta.
La bottiglietta era stata manomessa: evidente il piccolo foro sul collo, forse procurato con una siringa. Insomma, chi ha bucato la plastica ed ha immesso la sostanza tossica aveva tutta l?intenzione di avvelenare. «Non credo ad un brutto scherzo dei compagni di scuola e penso di poter escludere che la manomissione della bottiglietta sia avvenuta nel panificio» ha ancora dichiarato Nicola Zupo. Il capo della Mobile è arrivato a questa convinzione dopo aver interrogato il titolare del panificio, Ernesto Bonifacio, ed alcuni studenti del Manthoné, compagni di classe della giovane vittima di questa drammatica vicenda.
Insomma, la cosa più probabile secondo gli investigatori è che la bottiglietta fosse stata bucata e avvelenata nel tragitto dallo stabilimento di produzione al grossista. Appena il giorno prima, cioè l?altro ieri, la fornitura d?acqua Levissima era stata consegnata al panificio. Bottiglie finite tutte sotto sequestro: quelle del fornaio e quelle del fornitore.
Non è tutto: in una nota, il Codacons ha sollecitato i carabinieri del Nas affinché facciano controlli a campione sulle bottiglie d?acqua su tutto il territorio pescarese, e un motivo valido c?è: quello di ieri non è stato l?unico allarme-Acquabomber. Dalla procura è infatti venuto fuori un altro caso inquietante denunciato un paio di giorni fa da un anziano che aveva ricevuto la borsa della spesa a domicilio. Spesa acquistata in un supermercato di cui non è stato fatto il nome. Ed anche in quel caso la bottiglia d?acqua aveva un buchetto vicino al tappo. L?anziano se n?è accorto in tempo ed ha evitato di bere, poi ha segnalato l?episodio alla procura. Tanto è bastato a reinquadrare sotto una luce diversa e più preoccupante quanto accaduto ieri mattina al Manthonè. Non a caso c?è un timore che più di altri aleggiava in Questura: «in questi casi l?emulazione è il fenomeno più incontrollabile e devastante» ha aggiunto Zupo.
In reparto la ragazzina è stata seguita per le cure dalla dottoressa Antonietta Minniti. La diagnosi parla di ?intossicazione da ingestione occasionale di sostanze tossiche?.
Per fortuna, Maria si è presto ripresa: «La ragazza aveva bevuto acqua da una bottiglietta sigillata di una nota marca e dopo 10 minuti ha lamentato un bruciore all?epigastro – ha spiegato la dottoressa -. E? stata curata con terapia d?urgenza ma aveva già assunto farmaci gastroprotettivi. Negativi i test del cloro e della candeggina, poi abbiamo saputo che conteneva del detersivo. E? tranquilla e serena ma dovrà restare in reparto per almeno 48 ore». Un decorso normale che si spera proceda sempre meglio: anche se ieri, a cinque ore dall?accaduto, la ragazzina accusava ancora bruciori, così ha detto il primario dottor Visci.
Del caso è stata informata la direzione sanitaria e c?è ovviamente l?inchiesta aperta in procura.
A Pediatria la ragazza ha ricevuto nel pomeriggio amici e parenti. Sin dalla mattina aveva avuto al suo fianco il papà e una zia, visibilmente scossi ma anche confortati dallo scampato pericolo: «Maria ci ha raccontato di aver sentito un bruciore all?addome dopo aver bevuto due sorsi d?acqua dalla bottiglietta» ha raccontato la zia, «ha detto che sapeva di sapone. E il buco c?era, è stato trovato lo sa? La bottiglietta era stata manomessa, si vede che quello là (Acquabomber, ndr) è arrivato anche da noi. Per fortuna tutto sembra essersi risolto per il meglio, la ragazza sta bene e adesso ha solo bisogno di riposare».

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