Beve detersivo per lavastoviglie muore un bambino di due anni
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fonte:
- Il Mattino
Stefania Piras BOLOGNA Sembrava fuori pericolo, il piccolo Carlo Russo, e invece ieri mattina il suo cuore ha cessato di battere nel reparto di Rianimazione dell’ ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Tre giorni prima i genitori, titolari di un bar a San Martino in Rio, comune di 8 mila abitanti nel Reggiano, erano corsi al pronto soccorso dopo che il bimbo di due anni, sfuggito all’ attenzione della famiglia, aveva bevuto un bicchierino contenente del brillantante per lavastoviglie industriale. Il bar in quel momento era aperto. Il piccolo è entrato nel locale, accompagnato dalla nonna. C’ erano anche diversi clienti, che ora saranno ascoltati dai carabinieri che devono ricostruire la dinamica dell’ incidente, e capire come quella dose di detersivo fosse a portata di bambino. La mamma, quando si è accorta che il bimbo stava male, è intervenuta subito: ha sollevato il figlio e lo ha capovolto a testa in giù per farlo vomitare. Poi la corsa verso il pronto soccorso e le prime analisi gastriche in stretta collaborazione con i tossicologi del Centro nazionale anti veleni. Il bimbo è stato in Rianimazione per due giorni. L’ allarme sembrava rientrato, si cominciava a sperare. Fino a ieri, quando è stata annunciata la sua morte. I medici dell’ ospedale hanno diramato una scarna nota: «Improvvise complicanze cardiache». Nella notte tra giovedì e venerdì, infatti, il cuore del piccolo ha cominciato a dare i primi segnali di sofferenza che hanno portato alla morte. «Purtroppo, gli effetti lesivi delle sostanze caustiche sono immediati e rapidi appena scende il liquido – spiega Carlo Locatelli, direttore del Centro nazionale di informazione tossicologica di Pavia – Non si deve mai indurre il vomito perché porta a un doppio passaggio della sostanza corrosiva nell’ esofago. Non bisogna nemmeno diluire con acqua o con latte. I colleghi di Reggio ci hanno chiamato per capire la composizione dei prodotti e come intervenire. Noi di solito compiliamo una cartella clinica parallela. La sostanza che entra nella parete dello stomaco purtroppo può dare effetti locali che durano anche 70 ore. Le complicanze cardiache, normalmente non ci sono, ma gli effetti dell’ intossicazione possono prevedere il coinvolgimento di altri organi». Sono stati i medici stessi ad allertare la magistratura che dovrà svolgere tutti gli accertamenti. Non c’ è ancora stata l’ acquisizione della documentazione medica e non ci sono indagati, ma solo una famiglia distrutta dal dolore. Eppure questi incidenti sono frequentissimi. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha sottolineato la necessità di una legge che disponga la presenza di dispositivi di sicurezza sui prodotti potenzialmente pericolosi». Da ieri ci sono pelouche e pupazzetti davanti alla saracinesca abbassata del bar. La famiglia, che ha altri due bimbi, è di origine napoletana e vive a San Martino da molti anni. Aspetteranno l’ autopsia e l’ esito delle indagini, ma si sono già rivolti a un avvocato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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