17 Settembre 2005

Beve da una bottiglia manomessa



PESCARA ? Si sposta in Abruzzo la paura per le bottiglie manomesse. Una studentessa 15enne di un istituto tecnico di Pescara si è sentita male ieri al momento di entrare in classe: aveva appena bevuto due sorsi di acqua minerale da una bottiglietta acquistata in un negozio poco distante. Forti dolori addominali e bruciori, una corsa in ospedale sull`ambulanza del «118». Ora è sotto terapia anticaustica, ma non in pericolo di vita. Sul caso, presso la procura della Repubblica di Pescara, è stato aperto un fascicolo contro ignoti. I sintomi accusati in un primo momento sono regrediti. La segue il personale medico del reparto pediatrico dell`ospedale pescarese a cui ha raccontato di avere solo assaggiato il contenuto della bottiglietta acquistata prima dell`ingresso a scuola. Solo assaggiato perché subito disgustata dal cattivo odore. In effetti, gli esami eseguiti dall`Arta (l`agenzia regionale per la tutela ambientale) hanno accertato la presenza nell`acqua di tensioattivo riconducibile a un ammorbidente. La bottiglietta acquistata, e posta sotto sequestro dalla polizia, presentava un foro da ago di siringa sul collo. Era stata scaricata in negozio avantieri, dal fornitore. Nessun altra manomissione è stata riscontrata dagli investigatori tra le altre bottiglie di acqua minerale della stessa partita poste sotto sequestro sia nel deposito del fornitore, sia nei punti vendita da quest`ultimo raggiunto, sei nella cittadina adriatica. È certo che i riscontri del personale della Squadra mobile della questura di Pescara hanno consentito di accantonare quasi subito l`ipotesi che potesse trattarsi di uno scherzo ideato e messo in atto dai compagni di classe della ragazza, da pochissimi giorni studentessa del secondo anno dell`Istituto Manthonè. Ascoltati, i compagni di classe hanno confermato tutti la versione fornita dalla giovane. Nessuno di loro ha avuto modo di acquistare acqua nello stesso negozio ieri. Il Codacons ha intanto chiesto ai Nas di effettuare controlli in tutta la zona sequestrando a campione le bottiglie nei negozi per accertare eventuale sostanze iniettate al loro interno. Inoltre ha avanzato una proposta: come forma di tutela per i consumatori ? «ormai troppo spesso coinvolti in episodi di questo tipo» ? si mettano in commercio confezioni di bottiglie rovesciate, con la fascia che funge da manico nella parte bassa della confezione, in modo tale da scoprire, una volta messa a tavola e capovolgendo la bottiglia, se questa è stata forata. Per quanto riguarda l`inchiesta sui due casi di presunto sabotaggio con varechina, la famiglia della bimba padovana di due anni ricoverata per due volte in ospedale per presunti avvelenamenti alimentari si difende dai sospetti di mitomania e ora nomina un perito di parte.

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