12 Luglio 2019

Bevande zuccherate potrebbero aumentare il rischio cancro? La posizione del Codacons

 

Il Codacons prende posizione sullo studio francese secondo cui bere troppe bevande zuccherate (compresi i succhi di frutta e le bevande calde, non solo le bibite) aumenterebbe il rischio di contrarre il cancro. “Che si tratti di succhi di frutta, bevande comprese quelle energetiche, il problema è dato dallo zucchero, che favorirebbe non solo l’obesità e le malattie correlate alla stessa ma anche i tumori. Si tratterebbe del primo studio che abbia evidenziato una correlazione diretta. Necessario che tali informazioni raggiungono più persone e consumatori possibili, i quali devono necessariamente cambiare le loro abitudini alimentari giorno dopo giorno. Contatteremo il Ministero della Salute, al fine di proporre delle campagne informative per mezzo delle quali informare più consumatori e utenti possibili”
BEVANDE ZUCCHERATE E RISCHIO TUMORI, LA PRECISAZIONE DI ASSOBIBE

Bevande zuccherate e rischio tumori? Assobibe, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, in risposta allo studio pubblicato sul ‘British Medical Journal’e realizzato dal centro di ricerca di epidemiologia e statistica della Sorbonne Paris Cité e Inserm, precisa che, “come affermato dagli stessi autori dello studio, si tratta di uno studio osservazionale e pertanto non può stabilire la causa diretta tra il consumo di bevande zuccherate e l’aumentato rischio di cancro”.

Gli autori stessi dello studio “ammettono di non fornire prove sulla causa-effetto e lo stesso British Medical Journal invita a una cauta interpretazione dei risultati. Lo studio poi si riferisce a qualsiasi bevanda zuccherata, compresi i succhi di frutta e le bevande calde e non solo le bibite”. Assobibe, inoltre, evidenzia che in Italia i consumi sono in calo da oltre 10 anni “e soltanto l’1% delle calorie giornaliere deriva dal consumo di bibite zuccherate, mentre il restante 99% proviene da altri alimenti. Nei bambini la percentuale si abbassa allo 0,6% pari a 10 calorie al giorno. Negli ultimi anni – conclude la nota – l’industria ha lavorato, anche in Italia, sull’innovazione di prodotto con un taglio del 20% di zucchero venduto tramite bibite”.

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