14 Giugno 2012

Bersani: per la Rai voteremo consiglieri della società civile

Bersani: per la Rai voteremo consiglieri della società civile

L’«Aventino» del Pd sulla Rai è durato pochi giorni. Pier Luigi Bersani scrive a quattro associazioni della società civile («Se non ora quando», «Libera», «Libertà e giustizia» e «Comitato per la libertà e il diritto d’ informazioni) e chiarisce «che qualora ritengano di indicare due candidature per il Cda della Rai, il Pd è pronto a sostenerle». E così, in meno di mezza settimana, lo stallo sui nuovi vertici Rai indicati dal premier, Mario Monti appare sbloccato. Definitivamente. Il prossimo 21 giugno si aprirà la partita del voto in Vigilanza e il 3 luglio l’ assemblea degli azionisti potrebbe già insediare il nuovo vertice. L’ apertura del segretario dei democratici, insomma, ha dato il via libera alla nuova Rai del governo Monti. Bersani, comunque, mantiene ferma l’ intenzione di non indicare candidati Pd, «in tante occasioni si è detto di tenere fuori i partiti dalla Rai», ma ribadisce che nella prossima legislatura si dovrà «mettere mano a una riforma» per far «rinascere l’ azienda aprendola al contributo – chiarisce nella lettera alle quattro associazioni – ha chi ha dimostrato di amare la Rai più di quelli che l’ hanno amministrata». «La destra – scrive il leader Pd – con suoi irresponsabili veti ha impedito ogni intervento, per questo abbiamo deciso di non nominare alcun nostro rappresentante nel Cda. Il meccanismo con cui funziona la Rai impedirebbe anche ai più liberi e qualificati di amministrarla sul serio». Ora restano solo i nomi da individuare. I sette consiglieri che andranno a comporre, insieme al presidente (Anna Maria Tarantola) e al consigliere Marco Pinto (indicati dall’ azionista, cioè da Monti) il consiglio di amministrazione che dovrà indicare (lo ha già fatto il premier) il direttore generale, Luigi Gubitosi. Nel mezzo, i curriculum: sino a ieri sera una settantina. Tra questi molti ex Rai, Gianpiero Gamaleri, Massimo Pini. E ancora Tana De Zulueta, Carlo Rienzi del Codacons, Sabino Acquaviva. Ma anche Franco Scaglia, (Raicinema) e l’ inventore della «Storia siamo noi», Giovanni Minoli.

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