Bersani: basta proteste e apriamo il negoziato
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fonte:
- L`Unità
I tassisti dicono no e minacciano 15 giorni di blocco
Amato avverte: le proteste devono rispettare i cittadini
Questa mattina – confermano i sindacati – migliaia di tassisti provenienti da tutta Italia marceranno (a quattro ruote) su Roma. Nel braccio di ferro si inserisce a distanza il ministro dell`Interno Giuliano Amato: “Se la richiesta è quella di ritirare il decreto, non credo che su questo sia possibile un accordo“. Amato si augura che “anche le manifestazioni che stanno crescendo rimangano sempre compatibili con i diritti dei cittadini, perchè altrimenti si creerebbero dei delicati problemi. Non ho mai pensato – conclude il titolare del Viminale – che manifestare per i propri diritti debba significare calpestare quelli degli altri o, peggio, commettere degli illeciti, cosa che in questo caso non è accaduta, ma in passato sì“. Dunque oggi, nella Capitale, la tensione salirà alle stelle e per venerdì è previsto il bis a Milano, davanti allo stadio di San Siro. Antonio Martone, presidente della commissione di garanzia sugli scioperi avverte: i tassisti fermino le agitazioni in corso o la Commissione sarà costretta a valutare l`ipotesi della precettazione. In una nota si fa esplicitamente riferimento alle due manifestazioni illegali di oggi e del 7 luglio “che potrebbero compromettere ulteriormente la funzionalità del servizio pubblico“. Appelli che sicuramente verranno ignorati. I sindacati replicano: “prendiamo atto che il governo, alla luce delle forti contestazioni in atto sul territorio, non intende ritirare il decreto legge così come richiesto da tutte le organizzazioni sindacali di categoria“. Definiscono “inaccettabile“ la proposta del governo di aprire un tavolo di confronto con l`Anci, a condizione che cessino le proteste selvagge, Dicono di non sottrarsi al confronto con il governo “in un clima di pari dignità e responsabilità“. Ma qualcuno si lascia sfuggire: “siamo pronti allo scontro, fisico se necessario“, subito zittito dagli altri colleghi. Fallito il primo tentativo di dialogo, per ora si esrcitano i muscoli. Ieri sera, al termine di Germania-Italia, molti tassisti si sono messi in moto alla volta di Roma e sarà il caos. “Invaderemo la Capitale“ hanno annuciato e così sarà. Si schierano invece con il governo le associazioni dei consumatori. Il Codacons invita i tassisti “a non farsi strumento di lotta per i poteri forti delle professioni e manifestare l`11 luglio assieme ai consumatori con uno sciopero bianco che rappresenti ai clienti, magari attraverso la distribuzione di volantini comuni, la rischiosità del lavoro per la salute dei tassisti e la difficoltà, a causa del traffico, di contenere il costo delle corse“. L`associazione sottolinea che il decreto Bersani “non solo destina le risorse derivanti dalla riforma agli stessi titolari di licenze, ma soprattutto consente di adeguare le stesse alle necessità di ciascun Comune con una contrattazione territoriale nella quale non possono consumatori e tassisti agire in contrapposizione“. La sede nazionale del Movimento difesa del cittadino (Mdc) ha ricevuto tra lunedì e martedì circa un migliaio di telefonate di cittadini che manifestano il loro appoggio ai provvedimenti Bersani di liberalizzazione e in particolare si schierano contro la “serrata“ dei tassisti. L`Mdc “sta presentando denunce per interruzione di servizio di pubblica necessità in tutte le città dove i tassisti non solo hanno effettuato vere e proprie serrate ma stanno bloccando il traffico dei mezzi pubblici“. Una denuncia è già stata presentata alla Procura di Roma dall`Unione Nazionale Consumatori. Adiconsum ricorda che “lo sciopero è un diritto e va salvaguardato, ma cosa ben diversa è lo sciopero selvaggio o il blocco del traffico: queste prove di forza da parte dei tassisti non devono essere tollerate o giustificate da nessuno poichè esistono i diritti degli altri cittadini che in questi giorni sono calpestati“. E chiede alla Commissione di garanzia di intervenire anche con lo strumento della precettazione e agli enti locali di rafforzare i collegamenti con gli aeroporti e all`interno delle città Insomma la situazione di tensione innescata da taxi selvaggio rischia di peggiorare ancora nei prossimi giorni, se la categoria non ritroverà la strada del confronto e del negoziato con il governo e con i comuni che sono i veri diretti interessati a questa partita di modernizzazione e di equità a favore degli interessi di tutto il Paese.
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