11 Agosto 2007

Bersani ai petrolieri: più responsabilità

Il ministro dopo il vertice sul prezzo della benzina: “Servono trasparenza e ristrutturazione della rete“
Bersani ai petrolieri: più responsabilità
Ogni cent al litro vale 463 milioni. “Non escludo un decreto per le accise“

“Abbiamo invitato i petrolieri ad un`assunzione di responsabilità per aiutarci a tenere bassa l`inflazione“. Pierluigi Bersani prova a disinnescare la “bomba“ del caro benzina esplosa con l`esodo estivo e incontra le compagnie petrolifere per chiedere loro di abbassare i prezzi e ridurre il divario delle tariffe con il resto d`Europa. Ma al termine del faccia a faccia riconosce che il confronto è stato “difficile“ e ammette che le distanze con i petrolieri, che contestano i calcoli del governo, sono rimaste invariate. In ballo ci sono guadagni da capogiro e non è facile convincere le compagnie. “Non stiamo parlando di noccioline. Un centesimo di variazione fra gas e benzina vale 463 milioni di euro su base annua, 900 miliardi delle vecchie lire“ spiega il ministro per lo Sviluppo per il quale il caro benzina non è un problema di tasse, “che sono nella media europea“, ma un problema di trasparenza dei prezzi e di ristrutturazione della rete“. Il nodo principale insomma, per il governo, non sarebbe rappresentato dalle accise. Il problema sarà comunque affrontato. Non è infatti da escludersi la possibilità di un decreto interministeriale sulle accise. “Tra settembre e ottobre, in un modo o nell`altro, questa cosa la si farà“, assicura Bersani, che ricorda l`esistenza di un disegno di legge e scarta la possibilità di procedere con un decreto legge perché in Parlamento c`è già una norma che, oltre una certa soglia del prezzo del petrolio, sterilizza l`Iva. L`Unione petrolifera esprime un giudizio positivo sull`incontro ed apprezza la disponibilità del governo a varare il decreto ma il ministro per lo Sviluppo resta critico e fa capire che il braccio di ferro con i petrolieri sul punto più controverso, e cioè l`allargarsi della forbice tra i prezzi italiani e quelli medi europei, non ha portato risultati concreti. Quel che è certo è che l`incontro fra governo e petrolieri ha deluso le associazioni dei benzinai ma anche quelle dei consumatori. Con un esposto, il Codacons ha chiesto alla Procura di Roma e all`Antitrust di indagare “sulle ragioni degli strani aumenti della benzina e del gasolio in occasione degli esodi estivi“ ed ha rinviato al 25 agosto lo sciopero “bianco“ inizialmente previsto per il 15. La possibilità di revoca è subordinata al “taglio“ immediato di 5 centesimi per il quale si battono anche l`Adusbef e la Federconsumatori. I più delusi sono i benzinai. Quelli aderenti alla Confesercenti chiedono di abbasssare il prezzo incentivando i distributori indipendenti e dicono basta al “gioco delle parti“.

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