29 Luglio 2011

Bersaglio de Laurentiis Preziosi: “Ora punitelo”

NAPOLI Dopo la sfuriata di ieri in diretta tv del presidente Aurelio De Laurentiis in casa Napoli oggi è il giorno del silenzio. Nessuno, nè il produttore cinematografico, nè il direttore generale Marco Fassone e neppure quello sportivo, Riccardo Bigon, hanno commentato quanto accaduto mercoledì a Milano nel corso del sorteggio dei calendari quando il massimo dirigente azzurro, scontento degli accoppiamenti a ridosso delle sfide di Champions, ha lasciato la sua poltrona in malo modo usando un linguaggio che definire poco corretto sembra un eufemismo. Alla sceneggiata è seguito un finale da film in cui, De Laurentiis, per sfuggire ai giornalisti, ha fermato un ragazzo in scooter a cui ha chiesto un passaggio. Un gesto con il quale ha conquistato le simpatie di quella frangia di tifosi che vede il Napoli bistrattato, ma che ha anche polarizzato su di sè le ire dell’ altra parte, mortificati dal suo atteggiamento. Molte le critiche anche tra gli addetti ai lavori e di molti suoi colleghi che hanno mal digerito un simile atteggiamento. Secondo il presidente del Genoa Enrico Preziosi, «De Laurentiis non è ancora entrato nel mondo del calcio, probabilmente continua a fare ciò che fa nello spettacolo. Ma il calcio è diverso dal cinema. Dico all’ amico Aurelio: basta, hai un po’ stufato con queste esternazioni. Essere presi a parolacce, aggiungendo che solo lui sa fare tutto e che tutti gli altri non valgono niente, è una cosa che non va bene. Abbiamo bisogno di toni più bassi e di essere tranquilli. A questo punto, sarebbe opportuna un’ azione disciplinare nei suoi confronti». Contro il patron azzurro c’ è da registrare anche la reazione del Codacons. L’ associazione dei consumatori ha chiesto una sanzione nei suoi confronti: salire su uno scooter senza casco – riferisce il presidente Rienzi – è prima di tutto una violazione del Codice della Strada, che va punita con le sanzioni previste e poi diseducativo, specie per i giovani, considerato il numero di ragazzi che ogni anno riportano ferite anche gravi per non aver indossato il casco alla guida di un motociclo».
 

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