4 Maggio 2001

Bernardini: usa la paura a fini politici, vada via

ROMA – «Il ministro Willer Bordon ha annunciato le dimissioni perché non gli fanno applicare la legge sull?elettrosmog? Che posso dire:
arrivederci. Gli auguro di trovare il tempo di studiare, di documentarsi e di rendersi conto che non c?è nessuna prova di gravi danni alla salute da parte delle onde elettromagnetiche». E? tagliente il giudizio del professor Carlo Bernardini su quello che sembra l?epilogo di un braccio di ferro all?interno del governo; ma anche un altro capitolo dello scontro fra politici preoccupati delle nuove emergenze ambientali e scienziati che smentiscono. Titolare della cattedra di Metodi matematici della fisica alla Sapienza di Roma, Carlo Bernardini è stato il primo firmatario dell?appello degli scienziati contro la legge sull?elettrosmog. Che cosa rimprovera a Bordon?

«Di essere stato parziale. Continua a ripetere che è doveroso fare rispettare le leggi. E, ovviamente, in linea di principio questo è sacrosanto. Ma non può fermarsi a questa affermazione. Se lui è un ministro competente, deve continuare, studiare e dire che questa è una legge sbagliata, con limiti restrittivi, inferiori a quelli di tutti gli altri Paesi europei».

E cosa può fare un ministro dopo che il Parlamento, a grande maggioranza, ha approvato la legge?

«Può dire: è stato commesso un errore, apro un ampio dibattito per procedere alla revisione della legge. Invece ha taciuto per accontentare individui che cercano di sfruttare la paura della gente per interessi personali. Sono furibondo e, con me, tanti altri miei colleghi, per l?uso politico che si sta facendo della paura. Lo sfruttamento della paura come strumento per fare facile carriera politica».

Entrando nel merito della questione, cosa vi porta a escludere che le onde elettromagnetiche nuocciano gravemente alla salute?

«Assieme al collega Giorgio Salvini abbiamo partecipato ai lavori di una commissione, istituita presso l?Istituto Superiore di Sanità, per contrastare un?azione del Codacons nei confronti dello stesso Istituto Superiore di Sanità, accusato di non aver fatto rispettare limiti più severi sulle onde elettromagnetiche.
Ebbene, abbiamo avuto l?occasione di leggere e approfondire tutte le più recenti e approfondite ricerche epidemiologiche del mondo. Ricerche serie, attendibili, le quali dimostrano che non c?è alcuna evidenza di correlazione fra il cosiddetto elettrosmog e i cancri».

Tuttavia esiste anche un ?principio di precauzione? che suggerisce, quando ci sono dei sospetti ancorché non provati, di evitare le esposizioni.

«Ma in questo caso mancano i presupposti per applicare il principio di precauzione. Le indagini epidemiologiche non intravedono il possibile danno. La guerra all?elettrosmog è una guerra ai fantasmi che, se portata avanti, costerebbe ai contribuenti decine di migliaia di miliardi. Secondo stime dell?Enel, solo per mettere a norma gli elettrodotti, 41.000».

E? stato ricordato anche il caso dell?amianto, che fu sottovalutato e, poi, si rivelò un potente cancerogeno.

«Il caso dell?elettrosmog non è confrontabile con l?amianto.
Stabilire un parallelo fra il rischio elettrosmog e l?amianto è sbagliato. Bisognerebbe avere paura degli inquinanti chimici, a cominciare dal benzene. Per eliminare questi dall?ambiente, sì che sarebbe opportuno spendere molte risorse».
Dunque, voi proponete di rimettere le mani sulla legge.

«Assolutamente sì. E? sbagliata, bisogna avere il coraggio di modificarla. Così come bisogna affrontare più razionalmente altri temi che sono stati demonizzati, come l?impiego degli organismi geneticamente modificati e il ritorno all?energia nucleare».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this