Berlusconi: serve un nuovo piano per il nucleare
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fonte:
- La Stampa
«Per l?energia paghiamo troppo». Ambientalisti e opposizione in rivolta
ROMA
L?Italia paga l?energia molto di più di altre nazioni e Silvio Berlusconi apre al nucleare: «Abbiamo centrali atomiche alle nostre frontiere, già corriamo rischi, serve un piano energetico». Il premier, all?inaugurazione dell?elettrodotto italo-svizzero San Fiorano-Robbia, riavvia la «partita dell?atomo» suscitando pareri di segno opposto. «Bisogna tornare a riflettere sul nucleare- sostiene Berlusconi- una legislatura è troppo poco per impostare un nuovo piano energetico e rispondere alla domanda che pende sul nostro sistema: l?utilizzo o meno del nucleare per l?energia». Insorgono opposizione e associazioni ecologiste: «Berlusconi dimentica l?esito del referendum e tornare all?atomo è contrario alle direttive del protocollo di Kyoto». Secondo il presidente del Consiglio, però, la soluzione è investire in sicurezza e ricerca: si risparmierebbero ogni anno più di 15 miliardi di euro.
«C?è bisogno di una riconsiderazione globale del sistema elettrico, soprattutto del gas metano e del petrolio- precisa- l?esecutivo sta preparando uno studio per dotare il paese di riserve energetiche importanti. La possibilità di avere minori costi energetici è un fatto rilevante. Decisioni di precedenti governi fanno sì che l?energia, non solo per le famiglie, ma anche per le imprese, costi il 20-30% in più». Una situazione «impossibile». «Noi subiamo la penalizzazione di centrali situate in altri stati- afferma Berlusconi- qualora, però, accadesse qualcosa di negativo, tutti i danni ricadrebbero (anche per la particolare situazione italiana) sul nostro Paese e sui nostri cittadini: siamo sotto pena ma paghiamo molto di più l?energia». E? vero, ribatte il centrosinistra, l?energia in Italia costa troppo ma il nucleare è la «risposta sbagliata», non conviene: «Il prezzo del kwh nucleare è competitivo solo a condizione di non considerare il costo della centrale e gli oneri per lo smaltimento delle scorie. Le fonti alternative e rinnovabili sono la vera alternativa». Per il presidente della Margherita Francesco Rutelli, a suo tempo fra i promotori dei referendum, l`eventuale ritorno dell`Italia al nucleare sarebbe «una velleità, perché il nostro Paese ormai ha fermato la ricerca, inoltre i problemi di sicurezza e di stoccaggio non sono stati risolti».
Intanto la maggioranza fa quadrato attorno al premier. «Nel processo di modernizzazione dell?Italia- osserva Adolfo Urso, viceministro alle attività produttive con delega al commercio estero- va considerata anche l?opzione del nucleare. Abbiamo già consentito alle imprese italiane di operare all?estero nel settore nucleare e, quindi di riprendere la strada della ricerca e dell?innovazione». Secondo An e Forza Italia adesso va aperto un dibattito costruttivo, «senza stereotipi e oltre gli steccati ideologici, sul ritorno al nucleare anche nel nostro territorio» che per altro è inserito in un contesto europeo che vede tutti i nostri paesi confinanti avere centrali nucleari: «Viviamo già in un?Europa nuclearizzata che su questa strada ha costruito la propria autonomia e sovranità energetica». Per il Wwf, invece, riconsiderare l?opzione dell?energia nucleare, bocciata in Italia dal referendum del 1987, è inopportuno e fuori luogo: «Non a caso l?intervento del premier arriva proprio mentre al Senato è in discussione la cosiddetta ?legge comunitaria? che di fatto fa rientrare il nucleare dalla finestra dopo che questa tecnologia è stata bocciata in Italia da quasi vent?anni».
La legge infatti, promuove la penetrazione delle imprese nazionali sui mercati esteri prevedendo la possibilità di accordi tra imprese italiane ed estere e di iniziative di collaborazione e partecipazione in programmi europei per lo sviluppo di nuove tecnologie e sistemi per la produzione di energia elettrica, ivi incluse le tecnologie nucleari. Contrarie anche le sigla di tutela dei consumatori. «Come affermato anche dal premio Nobel Carlo Rubbia – evidenzia il presidente Codacons Carlo Rienzi- l?Italia non ha affatto bisogno dell?energia nucleare, anche perché basterebbero 9 chilometri quadrati di impianti solari per rifornire l?intero paese. Berlusconi piuttosto dovrebbe preoccuparsi di controllare come mai in Italia le centrali rimangono spente mentre si continua ad acquistare energia dalla Francia».
Per costruire una centrale atomica ci vogliono 10 anni, osserva Luigi De Paoli, direttore dell?Istituto di economia e politica dell?energia (Iefe): «Berlusconi, però, ha ragione, bisogna ricominciare a discutere della questione nucleare, superare i tabù e l?ostracismo nati con il referendum». Ma uno studio di Greenpeace rivela che con un impianto eolico si darebbe energia a 6,5 milioni di case, con il nucleare a meno della metà.
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