9 Settembre 2009

Berlusconi riempie Tremonti di complimenti

Berlusconi riempie Tremonti di complimenti: «Quel difficile genio è stato l’unico a prevedere la crisi». Ma sulla campagna che il ministro dell’economia conduce a colpi di dichiarazioni dai toni forti contro le banche, per spingerle a non negare il credito alle imprese, il premier prende le distanze: «Non si può gettare la croce sulle banche – afferma Berlusconi – mettiamoci nei loro panni. «Io sono figlio di un direttore di banca – ha proseguito il premier – e mio padre mi spiegava in maniera molto chiara che le banche sono lì per far credito, ma siccome lo fanno con i soldi dei risparmiatori devono fare buon credito ed essere sicuri che quando danno i soldi le aziende siano in grado di restituirli. Non si può gettare un’accusa a certi direttori di banca che hanno paura di dare una risposta positiva alla richiesta delle imprese». Il primo ministro ha citato il recente studio della Cgia di Mestre secondo cui «soltanto il 6%» delle richieste di credito da parte delle aziende resta senza risposta. Parlando degli interventi del governo a sostegno degli istituti di credito per affrontare la crisi economica e finanziaria Berlusconi ha concluso: «Alle banche per primi abbiamo messo a disposizione 12 miliardi di euro ove avessero bisogno di aumentare il loro patrimonio. Tuttavia abbiamo detto agli istituti che si trattava di una possibilità che il governo dava purché i finanziamenti si riversassero sulle aziende». Le parole di Berlusconi riempionoi di sdegno le associazioni consumatori.  «Mentre il Ministro dell’economia, Tremonti, sferra continui attacchi agli istituti di credito, Berlusconi lo contraddice e difende a spada tratta le banche, incurante dei loro comportamenti recidivi a danno degli utenti» osserva il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che definisce «semplicemente assurde» le dichiarazioni del premier. «Un Presidente del Consiglio dovrebbe stare dalla parte dei cittadini che governa – afferma Rienzi – e non dalla parte di lobby e potentati come le banche». Rienzi, nel comunicato, chiede anche all’Antitrust di «accertare quante e quali delle tante società riconducibili a Berlusconi abbiano partecipazioni negli istituti di credito, e verificare l’esistenza di un conflitto di interessi del premier che lo porta a queste esternazioni in favore delle banche, gravi e lesive degli utenti». Berlusconi ha annunciato che «entro tre settimane» sarà aperto il tavolo con i sindacati per la defiscalizzazione e decontribuzione degli stipendi di secondo livello» cioè gli aumenti contrattuali legati a contrattazione territoriale.

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