21 Gennaio 2005

Berlusconi riapre al nucleare

Berlusconi riapre al nucleare


“Opportuna una riflessione“. L´opposizione si ribella






ROMA – Berlusconi rilancia il nucleare e scatena le polemiche. Il presidente del Consiglio annuncia che il governo prepara uno studio per dotare l´Italia di «potenzialità» e riserve energetiche. Paghiamo l´energia – dice il premier – più di altri Paesi, serve una riflessione globale sul sistema, va riconsiderata l´opzione nucleare.
Verdi, ambientalisti, Ds, Prc e Codacons insorgono: Berlusconi sbaglia, contraddice il referendum sul nucleare, le sue sono proposte inaccettabili, l´Italia non ha bisogno del nucleare a cui ha già detto no. Ma il vice ministro per il Commercio estero, Urso (An), invita a riaprire il dibattito «oltre gli steccati». Nucleare e sicurezza energetica dell´Italia, peraltro, nei giorni scorsi sono stati al centro di un dibattito all´Aspen Institute, con la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente di Forza Italia, Tremonti, e dell´amministratore delegato dell´Enel, Scaroni.
Ieri Berlusconi si è recato alla periferia di Roma Nord, dove c´è il grande centro di controllo del Gestore della rete elettrica nazionale, per inaugurare l´elettrodotto di interconnessione tra Italia e Svizzera, il San Fiorano-Robbia. «Una sola legislatura – ha affermato il presidente del Consiglio – è troppo breve per impostare un piano energetico nuovo, che risponda alla domanda che pende sul nostro sistema: l´utilizzo o meno della produzione nucleare di energia. Noi – ha proseguito – subiamo la penalizzazione di centrali nucleari situate in altri Paesi: ove vi fosse qualcosa di negativo tutti i danni verrebbero anche a noi. Inoltre – ha aggiunto – paghiamo l´energia molto di più. Dunque – ha concluso – c´è bisogno di una riconsiderazione globale, sia per il sistema elettrico, sia sul gas metano, sia sul petrolio». Ed ha annunciato: «Il governo sta preparando una studio per dotare il nostro paese di potenzialità e di riserve energetiche necessarie».
Le parole di Berlusconi sono subito volate in Parlamento, dove i politici non hanno risparmiato critiche. Verdi e ambientalisti sono andati all´attacco. «Che il centrodestra intendesse contraddire il risultato del referendum con cui l´Italia ha rinunciato al nucleare era ormai chiaro, tanto che sono state assunte numerose iniziative» ha detto il verde Sauro Turroni. Ad avviso di Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, l´ipotesi di un ritorno al nucleare per far quadrare la bolletta energetica dell´Italia «è la dimostrazione che questo governo non ha una politica energetica».
Patrizia Sentinelli, responsabile ambiente del Prc, ha affermato: «E´ sconcertante che Berlusconi continui a proporre il nucleare quale fonte di energia. Forse ha dimenticato la sconfitta inflitta dai cittadini al nucleare con il referendum o i rischi che si corrono». «Il nucleare è uno specchietto per le allodole che nasconde il fallimento nella politica di riduzione delle tariffe del governo», ha detto il senatore Fausto Giovannelli (Ds). Per il Wwf le dichiarazioni di Berlusconi «sono inopportune», mentre il Codacons ricorda che l´Italia «non ha bisogno del nucleare». Dal canto suo Greenpeace si chiede: «Che cosa ne facciamo delle scorie». Nel mondo esiste un solo sito per lo smaltimento finale delle scorie nucleari, negli Stati Uniti. In Francia e Gran Bretagna il problema è ancora il fase di studio.

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