Berlusconi: Finanziaria epocale
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fonte:
- Il Messaggero
Meno tasse, nuovi rincari: ok alla manovra
Al Senato via libera definitivo senza voto di fiducia. Berlusconi: Finanziaria epocale
ROMA Almeno l?ultimo giorno, non c?è stato bisogno del voto di fiducia. Il Senato ha archiviato in poche ore la quarta lettura della Finanziaria 2005, e il sì finale è arrivato senza nessuno dei patemi e dei colpi di scena che hanno caratterizzato l?iter della legge. Dopo gli ultimi aggiustamenti alla Camera dei Deputati, il testo ha quindi preso la sua fisionomia definitiva, che prevede un solo articolo e 572 commi.
Naturalmente la rapidità dell?approvazione non ha affatto diminuito le differenze tra maggioranza e opposizione, che della manovra danno due letture diametralmente opposte. Silvio Berlusconi la definisce epocale: il premier, oltre a sottolineare la prova di compattezza della maggioranza, ha detto che «da qui in avanti lo Stato chiederà meno soldi ai cittadini per il suo funzionamento»
La pensa in modo molto differente Massimo D?Alema. secondo il presidente dei Ds «la Finanziaria è un danno per tutto il paese e per gli italiani che avranno un rincaro di bolli e tariffe, che graverà su tutte le famiglie, e la beffa è che nello stesso tempo gli si dirà che sono state tagliate le tasse».
Sotto il profilo strettamente finanziario, la legge esce complessivamente dall`iter parlamentare con i saldi migliorati: 13 milioni di euro. «Non è molto ma è qualcosa», ha commentato il sottosegretario all`Economia Giuseppe Vegas che per il governo ha seguito in questi tre mesi l?iter parlamentare.
Ma se alcuni degli ultimi ritocchi sono stati motivati dall?esigenza di evitare la problemi di costituzionalità, proprio ieri è arrivata dalla Consulta la bocciatura di alcune parti delle Finanziarie 2003 e 2004. In particolare la Corte ha censurato le norme dell?anno scorso che permettevano al ministero dell?Economia di modificare indebitamento e investimenti degli enti locali. Questo perché ci sarebbe una lesione dell?autonomia di Regioni e Comuni. Ugualmente non ammissibile la decisione, presa con la manovra 2003, di destinare il 10 per cento del Fondo per le politiche sociali a sostegno dell?acquisto della prima casa da parte delle nuove famiglie. Anche in questo caso l?obiezione è che non si possono porre troppi vincoli alle Regioni.
Infine c?è la valutazione delle associazioni dei consumatori: secondo IntesaConsumatori la manovra porterà un aumento di 272 euro a famiglia per le sole tariffe, mentre il totale dei rincari arriverebbe a 1.176 euro.
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