20 Marzo 2014

Berlusconi cambia idea Seedorf ha già fallito il futuro è di Inzaghi

Berlusconi cambia idea Seedorf ha già fallito il futuro è di Inzaghi

MILANO Da centravanti Filippo Inzaghi sapeva cogliere l’ attimo più di ogni altro: il portiere si ritrovava col pallone alle spalle senza capire come, quando e perché fosse successo. Da allenatore non ha perso il vizio da Superpippo, soprannome disneyano quanto evocativo di poteri paranormali: quando inquadra un obiettivo, lo sa raggiungere in un lampo. Fulminea sarà in effetti l’ ascesa del mister della Primavera rossonera, se – come oggi risulta – diventerà lui, a partire da luglio, il nuovo occupante della panchina del Milan. Ma ancora più istantanee risulteranno, nel caso, l’ assunzione all’ empireo e la caduta agli inferi di Seedorf, passato in appena due mesi dal ruolo di plenipotenziario tecnico e pupillo di Berlusconi a quello di monarca ripudiato, per manifesta incompatibilità con Galliani e per palese insofferenza della maggioranza della squadra. In verità resta ancora padrone del proprio destino, però dovrà uscire indenne, tra domenica e mercoledì, dalla duplice trasferta in casa di Lazio e Fiorentina. Altrimenti, cederà il testimone a Tassotti, traghettatore di lusso convinto a rivedere i propositi d’ addio, in attesa dell’ ulteriore consegna dello scettro a Inzaghi. Il quale ha superato al momento gli altri concorrenti principali – Donadoni, comunque tenuto in molta considerazione, e Spalletti – grazie al lavoro nella Primavera, quotidianamente monitorato. Piacciono, del Superpippo versione allenatore, l’ umiltà, l’ applicazione, lo studio e l’ empatia col gruppo, ma anche i risultati: la conquista del Viareggio è l’ unico fiore all’ occhiello della mediocre annata milanista. Ovviamente è necessaria l’ investitura presidenziale: un imminente appuntamento ad hoc permetterà la benedizione di Berlusconi, che non intende subire le scelte altrui. Inzaghi ha il vantaggio di mettere d’ accordo tutti: il padrone, Galliani che lo ha plasmato e i tifosi stessi, dei quali è eroe eponimo. In tempi di contestazione degli ultrà all’ amministratore delegato, il particolare non è certo irrilevante. Rilevantissimo è invece il problema che rischia di costare il posto a Seedorf, a sua volta a caccia del consenso degli ultrà: l’ assenza di risultati, a conferma di quanto nessuno, nel calcio, sia esentato dal fare punti. Nel caso specifico si è aggiunta la gestione dello spogliatoio, mal tollerata dai giocatori veterani. Gli aneddoti si sprecano. Valgano per tutti il delicato dopo sconfitta a Madrid, quando l’ allenatore non si è presentato alla seduta in palestra delegandola ai sottoposti, o l’ eccesso di tolleranza verso Balotelli oppure ancora la preminenza dei colloqui con lo psicologo rispetto al campo. Gli scricchiolii premonitori si sono avvertiti quando è stata congelata la richiesta pera la prossima stagione di uno staff nutrito (8 persone) quanto costoso. Le lamentele di alcuni senatori a Galliani hanno accentuato la sensazione di precarietà. Un vertice ad Arcore – alla presenza di Berlusconi padre, di Barbara, di Confalonieri, di Galliani e (nessuno conferma, però le smentite sono blande) di Tassotti e di un paio di calciatori avrebbe infine certificato l’ urgenza della questione. Seedorf, forte di un contratto da 2,5 milioni l’ anno fino al 2016, reputa superabile la turbolenza, magari con la coppia d’ attacco Balotelli-Pazzini. Ma resta nerissimo, il cielo sopra Milanello: il Codacons sta valutando un esposto all’ antitrust per eventuali profili di “pratiche commerciali scorrette” sul giallo dei ben 9mila spettatori fantasma di media alla partite casalinghe del Milan. Che rifiuta ogni commento sulla vicenda, non meno imbarazzante del valzer della panchina. © RIPRODUZIONE RISERVATA Per l’ olandese due trasferte decisive Codacons verso un esposto all’ antitrust sul caso spettatori TECNICO PRIMAVERA Filippo Inzaghi, tecnico della Primavera rossonera, e, accanto, Clarence Seedorf.

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