24 Dicembre 2010

Ber, oltre mille clienti con i conti bloccati

BOLOGNA – Un Natale tra la paura del fallimento, la perdita di tutti i risparmi e la speranza di un salvataggio in extremis. A Bologna Ber Banca, Banco Emiliano Romagnolo, dal 7 dicembre ha bloccato tutti i conti ai correntisti, che spesso sono anche azionisti: una situazione che attualmente interessa due soli istituti in Italia, l´altro è Banca MB di Milano. Quando nacque, dieci anni fa, Ber Banca, specializzata in «private banking» venne battezzata «la banca dei Paperoni». Azionista con oltre 4 milioni era anche Luciano Pavarotti e ora rimangono gli eredi, le figlie e l´azionista più famosa, Nicoletta Mantovani. «No comment» la sua unica dichiarazione, che sembra però far trasparire ottimismo sulle sorti della banca, ora al vaglio di Intesa Sanpaolo, possibile soccorritrice. Tra i più di mille clienti non ci sono solo vip, ma centinaia di artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori che ora sono a corto di liquido, non riescono a far fronte al pagamento di Ici e tasse rischiando sanzioni e non hanno pagato le tredicesime ai dipendenti. «Per fortuna, in famiglia ci si dà una mano – racconta avvilito un correntista-azionista, commerciante all´ingrosso -. Ho investito 150 mila euro, i risparmi di una vita, che ho dato per perduti. Ho depositato altri 120 mila euro e non li posso ritirare. Ho portato dentro amici e parenti, non ci dormo la notte. Ma so di casi più drammatici, come quello di una vedova che ha chiesto in giro un prestito per poter fare i regali di Natale ai nipoti. E´ mancata qualsiasi informazione preventiva». La banca è commissariata da un anno e mezzo: ha un capitale sociale di 54,4 milioni ma un esposizione nettamente superiore. Il blocco dei conti è stato deciso per un mese con l´accordo di Bankitalia, causa «l´insufficienza di risorse liquide e l´impossibilità si trovare altri canali di sostegno». C´è l´interessamento di Intesa Sanpaolo, ma il futuro è incerto, compreso il fatto che ci sono due inchieste della Procura con tredici indagati, in testa l´ex direttore Paolo Lelli: si va da ipotesi di truffa per perdite di milioni di euro investiti in derivati al riciclaggio con San Marino. «Quella gestione è stata poco attenta, ora le nostre azioni valgono zero virgola – dice un operatore del settore alimentare -. Io non ho pagato l´Ici nè presentato i moduli per l´anticipo delle tasse». Lui si è rivolto al Codacons, che ha diffidato la banca d´affari, così come il titolare di una impresa di servizi con 25 dipendenti della provincia di Bologna: «Un disastro. Le tredicesime le pagherò forse a gennaio. Da un anno mi hanno tolto la possibilità di scontare fatture, ho rischiato di saltare». In tempi di crisi, c´è chi teme, in piccolo, un fallimento come quello di Lehman Brothers, ma molti sperano che succeda presto come a Merrill Lynch, salvata da Bank of America. Alcuni clienti sarebbero già stati protestati. «Chi avrebbe mai detto – si lamenta un imprenditore e socio fondatore – che una banca in Italia finisse in queste condizioni? Dieci anni fa era tutto facile, il progetto pareva buono. C´erano personaggi in vista, ci dicevano che saremmo arrivati al pareggio in cinque anni. Ma ora non sappiamo come andrà a finire».

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