20 Gennaio 2011

Ber: conti bloccati fino a marzo, anche quello di Telefono Azzurro

Ci sarà tempo fino al 7 marzo per tentare di salvare dal fallimento il Banco Emiliano Romagnolo (Ber) la «private banking» bolognese finita sotto inchiesta per un «buco» di circa 170 milioni di euro e commissariata dalla Banca d’ Italia. Un commissariamento pesante per quella che era la banca dei «vip» emiliano-romagnoli (tra gli azionisti c’ erano Nicoletta Mantovani, altri eredi Pavarotti e l’ ex presidente regionale di Confindustria, Massimo Bucci), con i conti correnti e i depositi di ogni tipo di tutti i 1.500 clienti bloccati dal 6 dicembre scorso. Tra le vittime di questo singolare congelamento dei pagamenti c’ è anche Telefono Azzurro. Il blocco dei conti, inizialmente di un mese, è stato prorogato nei giorni scorsi da Bankitalia per altri due. Per evitare l’ onta del fallimento, i commissari stanno trattando da mesi con Banca Intesa per convincerla a rilevare Ber. Intesa SanPaolo si è dichiarata disponibile. E’ molto interessata all’ importante portafoglio clienti nella ricca zona emiliana, ma non vuole certo accollarsi tutti i debiti di Ber. Tanto che tra le condizioni poste ci sarebbe quella di non avere richieste di risarcimento danni dei correntisti. Un incontro probabilmente decisivo ci sarà il 3 febbraio prossimo. «La Procura segue la vicenda con la massima attenzione», dice il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini. L’ inchiesta su Ber Banca è condotta dal Pm Antonello Gustapane. Tredici le persone indagate per truffa, infedeltà patrimoniale e riciclaggio, tra cui l’ ex direttore generale Paolo Lelli (ex Carisbo). L’ ipotesi della Procura è che ingenti somme di denaro siano state trasferite a San Marino. Al magistrato è arrivato il rapporto della Guardia di Finanza che evidenzia il pauroso «buco» della Banca. In questa situazione il Codacons ha annunciato ieri un’ azione collet.
 

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