Ber Banca, l’ ex direttore verso il processo
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fonte:
- Corriere di Bologna
Ber Banca, l’ ex direttore verso il processo
La Procura ha chiuso l’ indagine su Ber Banca, concludendo che i finanziamenti concessi illecitamente, cioè senza l’ ok del consiglio di amministrazione previsto dallo statuto della banca, ammontano a ben 16 milioni di euro. Per i tre dipendenti commerciali che hanno erogato queste somme l’ accusa è appropriazione indebita. Stesso reato viene contestato all’ ex direttore dell’ istituto di credito, Paolo Lelli, che deve rispondere anche di riciclaggio per aver trasferito nella Banca di San Marino i soldi di due clienti, fra cui il soprano Mirella Freni, che per i pm sono provento di reati. Adesso rischiano il processo Lelli e le sue ex dipendenti Roberta Tattini, Sofia Limarzi e Maria Cristina Bertondini. È infatti assai probabile che i pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari chiedano per tutti e quattro il rinvio a giudizio. La vicenda di Ber Banca è lunga e complessa. Gli indagati erano complessivamente tredici e fra loro c’ era anche il presidente del Bologna Albano Guaraldi, che nel 2008, anno dei fatti contestati, era consigliere della banca. Per Guaraldi, che era accusato di infedeltà patrimoniale, c’ è adesso una richiesta di archiviazione. Come per gli altri otto. La vicenda della banca di via Farini ha fatto molto rumore anche per i nomi dei suoi clienti, fra cui Paperoni come Luciano Pavarotti, e per la quantità di correntisti che hanno rischiato di perdere tutto quando l’ istituto, poi salvato da Intesa San Paolo, era sull’ orlo del fallimento. Molti correntisti si sono affidati all’ associazione di consumatori Codacons, che ha ingaggiato una battaglia legale con la banca. E oggi, con gli sportelli che hanno ripreso a funzionare, anche l’ inchiesta penale arriva a un punto fermo. I finanziamenti erogati senza l’ autorizzazione del cda e del Comitato esecutivo (come avrebbe previsto lo statuto della banca) risalgono al biennio 2008-2009 e, per i pm, erano finalizzati a «procurare ai clienti un ingiusto profitto». Tattini, Limarzi, Bertondini e Lelli avrebbero dunque «abusato delle proprie funzioni» e tramite la «password di accesso alla rete informatica che consentiva la diretta disponibilità del denaro» avrebbero «erogato i finanziamenti». Azioni che, per la Procura, configurano il reato di appropriazione indebita. La cifra contestata all’ ex direttore generale e ad Lelli è di 300mila euro (per due operazioni: una di 50 mila euro e una di 250), dunque una minima parte dei quasi 16 milioni complessivi. A Lelli, però, Gustapane e Scandellari rivolgono l’ accusa più pesante di riciclaggio. La Procura sostiene che l’ ex numero uno di Ber Banca abbia ideato un sistema macchinoso per ottenere altra liquidità. Avrebbe trasferito il denaro dei clienti Paolo Calzoni e Mirella Freni presso la Banca di San Marino per nascondere il fatto che questo denaro fosse provento di reati. In seguito, avrebbe fatto sottoscrivere alla Banca di San Marino certificati di deposito emessi da Ber Banca e con i proventi di questi certificati avrebbe finanziato altri clienti. Adesso Lelli e gli altri indagati hanno a disposizione un po’ di tempo per dire la loro davanti ai pm oppure presentare memorie difensive. A. Esp. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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