4 Marzo 2011

Ber Banca, Codacons raccoglie altre istanze

Ber Banca, Codacons raccoglie altre istanze
 

 
Fino alla fine di marzo il Codacons raccoglierà le istanze di correntisti e azionisti di Ber Banca, l’ istituto finanziario commissariato e sotto inchiesta della Procura di Bologna. Tra gli azionisti rientrano anche tre figlie del tenore Luciano Pavarotti. L’ associazione ha fissato il termine viste le continue richieste di azioni legali che le sono pervenute. A quel punto, contando su un gruppo consistente di clienti, il Codacons mira ad un’ azione collettiva per chiedere il risarcimento danni nei confronti di Ber o, in alternativa, per sedersi a un tavolo di conciliazione. Un tavolo già più volte richiesto a Banca Intesa che il 28 febbraio scorso è diventata ufficialmente proprietaria di Ber. Ad aggiornare sulla vicenda bancaria, che vede coinvolti venti modenesi per un ammontare di circa 2 milioni di euro, è stato Bruno Barbieri, vice presidente nazionale del Codacons. Finora, per conto di 48 azionisti di minoranza di Ber, l’ associazione ha chiesto 10 milioni di risarcimento danni. «Ma ci hanno contattati – afferma Barbieri – altri azionisti e pensiamo di arrivare a una sessantina». Il ricorso dei correntisti, invece, punterà a ottenere un risarcimento di circa 3-4mila euro al mese per tre mesi. Per ora si sono rivolti al Codacons in 200. Inoltre il Codacons è preoccupato per la situazione di imbarazzo o insicurezza che potrebbe crearsi lunedì prossimo 7 marzo, data fissata per lo sblocco dei conti. «Vorremmo evitare – conclude Barbieri – una situazione poco dignitosa o addirittura pericolosa, per i tanti correntisti che magari si troveranno in fila davanti all’ unica filiale della banca, con scene che ricordano la grande crisi americana del ‘ 29». Un’ ulteriore strada a disposizione di correntisti e azionisti sarà quella di costituirsi parte civile nel procedimento penale che coinvolge funzionari e dirigenti Ber. Infine, nell’ assemblea dei soci del 28 febbraio, i 48 azionisti che si sono rivolti al Codacons, più altri, hanno votato contro l’ azzeramento del valore delle proprie azioni. Ma a questo punto le azioni non valgono più nulla.
 

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