Beppe grillo: un aiuto alla criminalità
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fonte:
- Il Piccolo
Consumatori scatenati contro le liste dei contribuenti in rete
Trasparenza democratica o violazione della privacy? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti di associazioni consumatori, ordini professionali e maggioranza del nuovo governo. Sono state più critiche che consensi, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo che compare con un imponibile 2005 di 4.272.591 euro: “Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l`indirizzo della casa del contribuente. È una colonna infame“. E ancora: “I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro“. Le associazioni dei consumatori sono divise. “È un vergognoso strumento di delazione“ accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l`Aduc denunciano “una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini“, preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: “In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi“. Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori: “Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati“ ed “espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori“. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della Giustizia “in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente“. E annuncia di aver predisposto un sito www.Codacons.It con un modello che gli “utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l`Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita“.
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