28 Gennaio 2019

Beppe Grillo in prima serata su Rai2, la polemica infuria. E Freccero svela quanto costa

 

Non si placa la polemica su “C’ è Grillo”, programma sul comico genovese che nel frattempo è diventato leader del partito di maggioranza e di governo. Il direttore di Rai2 Carlo Freccero lo ha previsto in prima serata lunedì 28 gennaio, in contemporanea con “Adrian” di Celentano: una scelta che ha suscitato la reazione di diversi esponenti del Pd, anche in Commissione di Vigilanza Rai e del Codacons. L’ agenzia Adnkronos ha intervistato Marco Giusti, autore del programma (con Luca Rea, Stefano Raffaele e Roberto Torelli) che ha spiegato: “Ci sono spezzoni dei suoi spettacoli dai suoi esordi in Rai fino al 2007. Non c’ è il Grillo politico. C’ è il Grillo televisivo. Sembra la biografia di Pippo Baudo, non è mica una cosa tipo il giovane Hitler. Non è un ritratto agiografico. È un montaggio alla ‘Schegge’, alla ‘Techetechetè’. Per me è storia della tv, non politica”. Sulla vicenda, inoltre, il direttore di Rai2 Carlo Freccero, parlando di “un normalissimo atto di acquisizione di diritti”, chiarisce con l’ AdnKronos quanto è costato il programma: “Semplicemente, per fare questo programma, abbiamo dovuto acquistare i diritti degli spettacoli che Grillo ha fatto dopo l’ ultima cacciata dalla Rai. Sono pochi spezzoni per un costo appunto di circa 30.000 euro . Non vedo davvero lo scandalo”. “Vi assicuro che il programma di Grillo è costato davvero poco, perché i diritti dei suoi programmi Rai sono della Rai”, dice Freccero.”E quindi non abbiamo dovuto acquistare molto materiale. L’ analogo programma su Benigni, che ha acquistato, da un certo anno in poi, tutti i diritti dei suoi show in Rai (lasciando alla Rai il diritto del solo passaggio in diretta), costerà giustamente molto di più. E pure lì, dov’ è lo scandalo?”. “L’ ho messo di lunedì per controprogrammare Celentano” “Io il programma di montaggio su Grillo, così come quello su Celentano e su Benigni, l’ ho pensato perché non ho programmi pronti da trasmettere. E devo salvare la rete. E l’ ho messo di lunedì per controprogrammare Celentano. Mi aspetto il 5-6% – conclude -. Sono filmati che hanno già visto tutti. Spesso disponibili anche su YouTube. La polemica mi pare esagerata”. Nei giorni scorsi c’ è stata polemica politica per questa decisione della seconda rete Rai.Tanto che, viene spiegato, i vertici Rai starebbero ragionando sull’ opportunità del compenso per i diritti, considerato che Grillo è il ‘padre’ del partito di maggioranza del governo giallo verde. A quanto risulta all’ Adnkronos, il contratto non è stato ancora firmato, ma di fatto sarebbe, nero su bianco, sulla scrivania dell’ ad Rai Fabrizio Salini. Per evitare nuove polemiche, ma anche per questioni di opportunità politica, l’ unica strada sembrerebbe quella di modificare il contratto con una cessione gratuita dei diritti da parte dell’ agente di Grillo. Viale Mazzini, dopo le polemiche sulla trasmissione, in una nota spiega che “per il format di Rai2 ‘C’ è’, così come per tutti i programmi simili, la Rai – al pari degli altri soggetti del sistema televisivo – versa il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva. Tale corrispettivo – chiarisce -viene destinato alla società titolare dei diritti dell’ artista”. Il Pd va all’ attacco: “Repubblica delle banane” Il Pd va all’ attacco. “Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30 mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”, tuona il deputato e membro della Direzione nazionale del Partito Democratico, Roberto Morassut. Mentre il capogruppo Pd in commissione Vigilanza, Davide Faraone, annuncia: ‘Presenterò domani un’ interrogazione in commissione di Vigilanza Rai e chiederò di poter fare un accesso agli atti per verificare”. “Pensare – sottolinea – che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle”. L’ intervento del Codacons Si muove anche il Codacons. Se la Rai pagherà 30mila euro a Beppe Grillo per la messa in onda in prima serata di suoi vecchi sketch, “sarà inevitabile un esposto” alla Corte dei Conti per “danno erariale”. “Invitiamo Carlo Freccero, persona intelligente a cui riconosciamo indubbie qualità a tornare sui suoi passi anche per evitare una situazione di possibile conflitto di interessi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il direttore di rete, infatti, risulterebbe in quota M5S e, in quanto pubblico ufficiale, dovrebbe astenersi da qualsiasi provvedimento teso a favorire anche sotto il profilo economico esponenti del partito che ne ha determinato la nomina”.

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