6 Luglio 2009

BENZINA:STOP DA DOMANI SERA;SCAJOLA,OK BONUS ORA REVOCA

 
 
NO A L’AQUILA,IN SICILIA 3 GIORNI DA STASERA;ALLARME CONSUMATORI

 
          
            (ANSA) – ROMA, 6 LUG – Distributori di benzina chiusi, a
partire da domani sera, per due giorni (8 e 9 luglio), sulla
rete stradale e sulle autostrade. Scatta infatti lo sciopero
proclamato dai sindacati dei gestori – Faib Confesercenti,
Fegica Cisl e Figisc Confcommercio – per protestare contro le
compagnie petrolifere che non rinnovano accordi e margini fermi
da oltre due anni, e contro il governo che non rispetta gli
impegni assunti per mettere mano alle regole del settore. In
serata però arriva una nota del ministero dello Sviluppo
economico che annuncia la risoluzione del bonus fiscale per i
benzinai grazie a un emendamento al decreto sugli interventi per
il rilancio dell’economia appena presentato al Parlamento.
   Potranno essere assicurati 23 milioni di euro per la
copertura del bonus fiscale per il 2009 per i gestori della rete
di distribuzione dei carburanti. "Il Governo – spiega Scajola –
sta rispettando gli impegni assunti con la categoria. Fisseremo
in particolare una serie di incontri nel mese di luglio, a
cominciare da domani, con le compagnie petrolifere per risolvere
il contenzioso pregresso. Mi sembrerebbe a questo punto
incomprensibile il mantenimento dello sciopero. Mi auguro dunque
che venga revocato".
   Secondo il programma delle sciopero le pompe di benzina
rimarranno chiuse sulla rete stradale a partire dalle 19.30 di
domani sera, fino  fino alle 7.00 del mattino del 10 luglio,
mentre sulle autostrade lo stop inizierà alle 22.00 di domani
sera per concludersi alle 22.00 del 9 luglio. Sarà esclusa
dalla protesta la provincia de L’Aquila, che proprio nei
prossimi giorni (dall’8 al 10 luglio) ospiterà il G8. In
Sicilia invece lo sciopero scatta già alla mezzanotte di oggi e
durerà tre giorni.
   Le motivazioni che hanno portato all’agitazione sono legate
ad aspetti economici e normativi che hanno messo in difficoltà
la categoria, hanno spiegato le tre associazioni di categoria.
In particolare, nei confronti del Governo i gestori lamentano il
"disimpegno" del ministro dello Sviluppo economico sul
protocollo di intesa siglato un anno fa per la ristrutturazione
della rete, i cui impegni sono rimasti "lettera morta"; il
mancato riconoscimento del bonus fiscale per il 2009, che vale
un terzo del margine dei gestori; le condizioni di favore nei
prezzi di approvvigionamento di cui beneficiano le ‘pompe
bianche’ (con margini di sconto 4 volte superiori a quelli
praticati ai gestori).
   Le compagnie sono invece accusate di precarizzare il gestore
e di voler introdurre, "anche sotto forma di ricatto, clausole
risolutive contrattuali anticipate".
   Sale intanto l’allarme dei consumatori. Il Codacons denuncia
il rischio che si verifichino speculazioni sui prezzi alla pompa
poco prima dell’inizio dello sciopero e chiede alle Fiamme
gialle e a Mr Prezzi di vigilare. Adusbef e Federconsumatori,
sottolineando che la benzina aumenta nonostante il calo delle
quotazioni, accusano le compagnie di "una vera e propria
speculazione di almeno 8 centesimi al litro", che costa
all’automobilista 96 euro l’anno in più. L’Adiconsum critica le
royalties che il consumatore paga sulla benzina o sul caffé
acquistato in autostrada: basterebbe ridurne il peso – sostiene
– per rispondere positivamente alle richieste dei gestori. 
(ANSA).

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