18 Maggio 2009

BENZINA:PRESSING SENATO SU RIALZI,CONSUMATORI ATTACCANO

BENZINA:PRESSING SENATO SU RIALZI,CONSUMATORI ATTACCANO/ANSA  
 
UP CRITICA AUMENTO ROBIN TAX; TREMONTI IRONICO,VIVA SOLIDARIETA’

 
   (ANSA) – ROMA, 18 MAG – Rincari "niente affatto
giustificati". Così il presidente della Commissione Industria
del Senato, Cesare Cursi, definisce i recenti rialzi dei prezzi
dei carburanti. Ed è proprio con questa motivazione che la
Commissione ha deciso di convocare d’urgenza l’Unione
Petrolifera, per venire a capo di aumenti che, nel giro di pochi
giorni, hanno riportato i prezzi ai livelli dell’autunno scorso.
   L’Unione Petrolifera ha aperto oggi un nuovo fronte, dopo
l’aumento dell’addizionale Ires a carico delle compagnie
petrolifere (la cosiddetta Robin Tax) dal 5,5% al 6,5% approvato
la scorsa settimana dal Senato: l’elevata tassazione crea un
"fondato rischio di blocco degli investimenti e di disimpegno
da parte di molte aziende petrolifere", che potrebbero
diventare "fortemente disincentivate" a continuare ad operare
in Italia. E’ questo infatti il contenuto di una lettera inviata
dal presidente dell’Up, Pasquale De Vita, alle principali
cariche di Governo, fra cui il ministro dell’Economia, Giulio
Tremonti, che risponde ironico, esprimendo "la più viva
solidarietà umana e personale ai petrolieri".
   Se il Senato va dunque in pressing sui petrolieri, i
consumatori rincarano la dose, plaudendo all’iniziativa del
Parlamento e chiedendo una decurtazione dei listini. "Il prezzo
dei carburanti, per restare in linea con il resto d’Europa,
dovrebbe scendere immediatamente di almeno 5 centesimi per la
verde e di 4 centesimi per il gasolio", reclama il Codacons,
che chiede una liberalizzazione del settore, a partire dalla
vendita nella grande distribuzione. "Vorremmo che il presidente
della commissione Industria facesse chiarezza sul perché si
verifichi questa insopportabile doppia velocità di adeguamento
dei prezzi dei carburanti – affermano anche Adusbef e
Federconsumatori – e sul perché esista ancora un differenziale
dai 3 ai 5 centesimi tra il nostro e gli altri Paesi europei".
L’Adoc chiede invece di tagliare "le vecchie accise",
introdotte anche 70 anni fa, per ottenere un risparmio di 360
euro l’anno.
   L’iniziativa dei senatori parte dai recenti rincari del
prezzo della verde (arrivata a 1,278 euro al litro, il massimo
dallo scorso ottobre) e del gasolio (che ha invece toccato 1,125
euro, il livello più alto da fine novembre). "Continuo a
ritenere quantomeno strano – osserva Cursi – che a fronte della
risalita delle quotazioni del greggio, i petrolieri con una
velocità impressionante ritocchino i prezzi. Cosa che non
avviene mai in caso di discesa del prezzo del Brent. Un fermo
intervento del Governo è necessario poiché il mercato attuale
dei carburanti è tutto meno che libero".
   Sulla stessa linea anche Francesco Boccia, deputato del Pd e
componente della commissione Bilancio: "Gli aumenti di questi
giorni sono scandalosi e ingiustificati. Il cartello delle
compagnie petrolifere sta imponendo agli italiani un aumento
incomprensibile". Parole che però non sono piaciute all’Unione
petrolifera che accusa Boccia di "totale approssimazione e
demagogia".
   Sul fronte dei listini intanto qualche ritocco c’é stato:
Agip ha rivisto al rialzo il prezzo della verde, portandola a
1,270 euro al litro, e ha tagliato il listino del gasolio,
tornato sotto quota 1,1 euro, a 1,085. La Esso ha invece rivisto
al ribasso sia benzina che diesel: per un litro di verde il
prezzo consigliato è sceso a 1,228 e per il gasolio a
1,086.(ANSA).

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