BENZINA:NUOVO RECORD; BOTTA RISPOSTA BERSANI-PETROLIERI
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fonte:
- Ansa
VOLA A 1,413 EURO, A FINE MESE MISURE FISCO; GREGGIO SU 100 DLR
(ANSA) – ROMA, 25 FEB – La corsa dei carburanti fa registrare
un nuovo record, questa volta per la benzina, e un botta e
risposta tra Bersani e petrolieri sul nodo delle misure fiscali
per contenere i prezzi. La verde ha raggiunto nei distributori
Esso quota 1,413 euro al litro, `stracciando` il precedente
picco di 1,409 toccato nel luglio 2006.
In un quadro di forte preoccupazione per le quotazioni
internazionali del greggio, sempre vicine ai 100 dollari, e di
generale allarme per il carovita, dal settore carburanti
arrivano quotidianamente, ormai da giorni, segnali poco
rassicuranti, visto che i rincari al distributore rischiano di
innescare un effetto a catena sugli altri beni. Secondo i
calcoli del Codacons, il costo medio di un pieno in Italia è
lievitato, negli ultimi sette anni, di 17,3 euro per la benzina
e di ben 22 euro per il gasolio. Anche oggi, del resto, accanto
ai rialzi della verde, si registrano aumenti generalizzati del
gasolio, con la maggior parte dei marchi (Api, Esso, Shell,
Tamoil, Total) che ha portato il prezzo consigliato ai gestori a
1,331 euro, lo stesso livello già raggiunto venerdì nei
distributori Agip e che rappresenta il prezzo più alto mai
raggiunto dal gasolio.
E proprio mentre la benzina ritocca i suoi record, la
Commissione Ue si appresta a portare l`Italia davanti alla Corte
di giustizia europea per non essersi messa in regola sul fronte
della distribuzione dei carburanti. La decisione è attesa per
mercoledì, anche se l`orientamento sembra essere quello di dare
altri quattro mesi di tempo all`Italia adeguarsi alle norme
comunitarie sulla libera concorrenza.
Il governo, dal canto suo, sta definendo l`intervento fiscale
per contenere il costo di benzina e diesel, e il ministro
Bersani ha assicurato che le misure scatteranno “a fine mese“.
Ma il titolare dello Sviluppo economico ha anche ribadito che la
riduzione a cui si arriverà non sarà “una cifra che incide
particolarmente sul prezzo della benzina“. In altre parole,
l`effetto sul costo finale sarà contenuto entro gli 1-2
centesimi di euro di cui Bersani aveva parlato la scorsa
settimana. Non solo. Bisognerà stare attenti, ha avvertito il
ministro, che “la riduzione vada a beneficio dei consumatori e
non delle compagnie petrolifere. Non è automatico“.
Il passaggio non è piaciuto ai petrolieri, con il presidente
dell`Unione petrolifera, Pasquale De Vita che ha replicato che
“le aziende trasferiranno al consumo qualsiasi intervento di
riduzione delle accise il governo dovesse decidere, a
prescindere dalle dinamiche dei mercati internazionali, del
tutto autonome ed indipendenti dalla componente fiscale“.
Quanto all`entità della riduzione che scaturirà dalle misure
governative, De Vita manda a dire a Bersani che “sarebbe
piuttosto auspicabile che fosse di misura più consistente
rispetto a quella sinora ipotizzata“.
Se un intervento di `sterilizzazione` fiscale sembra ormai
fuori discussione, il ministero tiene, d`altro canto, a smontare
la tesi secondo cui il peso del fisco sul prezzo dei carburanti
in Italia sia il più alto d`Europa. E lo fa dati alla mano,
puntualizzando che nel nostro Paese la quota fiscale sul prezzo
totale è del 57,9%, contro 58,7% della media Ue, il 61,1% della
Francia, il 63,2% della Germania e il 63,5% della Gran Bretagna.
Al di là delle misure per tenere a bada i prezzi, quel che
resta a livelli di guarda è il petrolio, e questo rischia di
mantenere alti anche i listini dei carburanti. Il barile oggi si
era riportato vicino alla soglia dei 100 dollari, per poi
chiudere a 99,18 dollari a New York. In vista c`é anche il
vertice Opec del 5 marzo e il cartello dei paesi produttori
sembra propenso a tagliare le quote: una decisione che di certo
non farà scendere le quotazioni dell`oro nero.(ANSA).
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