Benzinai, s`inasprisce la protesta
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fonte:
- Giornale di Brescia
Benzinai, s`inasprisce la protesta I Consumatori al ministro: “Non ceda. La liberalizzazione favorisce il mercato“
ROMA I benzinai alzano il tiro della protesta e nonostante la convocazione da Bersani, arrivata giovedì per il 14 febbraio, rilanciano sul tavolo quattro giornate di sciopero. Dopo le 48 che hanno visto i distributori rimanere chiusi in settimana sino a ieri mattina alle sette, i gestori annunciano così una nuova serrata, dal 27 febbraio al 2 marzo. Un nuovo “fermo segnale di dissenso indirizzato al ministro Bersani“ sottolineano in una nota congiunta le Organizzazioni di categoria Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa, riunite ieri a Roma per valutare sia gli esiti dello sciopero dei giorni scorsi, sia la convocazione ricevuta dal ministero. “Convocazione che – precisano i gestori – continua ad alludere a una posizione ministeriale di chiusura pregiudiziale alle sollecitazioni dei gestori, che vuole il testo del ddl annunciato come non modificabile“. Alla base della vertenza c`è il dossier liberalizzazioni. Ed in particolare quelle norme, contenute al primo articolo del ddl che sta per arrivare in Parlamento, che prevedono l`eliminazione di limiti di distanza tra i vari distributori, dei parametri per la localizzazione degli impianti, nonchè la possibilità di vendere carburanti anche “associati“ alla vendita di altri prodotti. Passaggi che i gestori leggono come la creazione di una strada preferenziale alla grande distribuzione, alla vendita dei carburanti negli ipermercati e supermercati. Un`apertura che invece piacerebbe molto ai consumatori. Come ribadiscono Adusbef e Federconsumatori che stigmatizzando il nuovo sciopero dei gestori ricordando come grazie alla grande distribuzione i prezzi di benzina e gasolio potrebbero scendere, a favore degli automobilisti, intorno ai 9 centesimi a litro, con un risparmio “pari a 100 euro all`anno di costi diretti“ per ogni auto. I consumatori del Codacons auspicano un intervento “urgente“ della Commissione di garanzia “contro la serrata di 4 giorni indetta ieri dai benzinai“, paventando, in caso contrario i presupposti di “omissione di atti d`ufficio“. E sulla vicenda resta aperto anche il fronte dei petrolieri che lamentano di non essere stati convocati da Bersani, in occasione dell`incontro fissato per il 14. “Per quanto ci riguarda siamo ancora in attesa della convocazione del ministro“, dice il presidente dell`Unione Petrolifera, Pasquale De Vita che parla di luci ed ombre per quanto riguarda il ddl. “Rappresenteremo la posizione dell`industria petrolifera che sostanzialmente può riassumersi in un atteggiamento ovviamente favorevole al principio della liberalizzazione, ma di assoluta insoddisfazione per la parzialità dell`intervento“ spiega De Vita sottolineando che “non si può parlare di liberalizzazione quando restano i vincoli posti negli anni all`attività e operatività degli impianti (orari e turni ridotti), alla contrattualistica nei rapporti tra società e gestori“. Sulla stessa linea anche l`Assopetroli che ha scritto una lettera a Bersani parlando di “profonda amarezza per il metodo seguito che ha escluso del tutto la dialettica con le parti sociali ed imprenditoriali coinvolte nel sistema carburanti“. I consumatori del Codacons ricordano infine che 102 Procure della Repubblica hanno già ricevuto l`esposto dell`associazione contro la serrata dei benzinai: “Ribadiamo con forza la nostra opposizione a questa forma estrema di lotta che comporterà forti disagi a tutti i cittadini“. In serata il ministero ha replicato alla decisione di programmare altri quattro giorni di sciopero: nell`esprimere delusione dal Ministero dello sviluppo economico è giunto il commento che “appare francamente singolare che si annuncino altri giorni di sciopero ancor prima della riunione fissata per il 14 febbraio al dicastero con i rappresentanti della categoria. Non è certo un gesto – si commenta dal Ministero -, che tende a rasserenare il clima che si è instaurato tra le parti“.
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