Benzinai, pronti due giorni di sciopero
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fonte:
- la Repubblica
Benzinai, pronti due giorni di sciopero
“No ai distributori nei supermarket“. L`Antitrust: vendita e orari liberi
MILANO – Con una mossa a sorpresa i benzinai hanno rotto con il governo proclamando uno sciopero di 48 ore: il calendario della serrata sarà annunciato lunedì prossimo. A fornire ai gestori di oltre 22.400 distributori il pretesto per abbandonare il tavolo al ministero per lo sviluppo economico è stata l`assenza del Ministro Bersani e del suo consigliere per l`energia Umberto Carpi. In realtà la protesta è dovuta alla paura di un nuovo provvedimento di liberalizzazione da parte dello stesso Bersani in grado di aumentare la concorrenza abbassando i prezzi dei carburanti e riducendo così i profitti del settore. Intanto le associazioni dei consumatori criticano duramente la serrata mentre l`Antitrust chiede vendita e orari liberi per contenere i prezzi. “Chiederemo la revoca dell`autorizzazione alla vendita dei carburanti nei confronti di quei gestori che chiuderanno i battenti“, dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “e denunceremo gli stessi alla magistratura per interruzione di pubblico servizio“. Quanto ai sindacalisti di Faiba-Aisa, Fegica-Cisl e Figisc hanno deciso di adottare la linea dura. Secondo le associazioni dei benzinai “continuare ad annunciare la liberalizzazione dei carburanti può significare solo una cosa: il Governo è a caccia di un pretesto e di riguadagnare una boccata d`ossigeno di consenso nei confronti di una opinione pubblica ingannata“. E allora? “Il vero e inconfessabile obiettivo“, spiegano i benzinai, “è di introdurre una legislazione di vantaggio per un soggetto specifico, potente e persuasivo, la Gdo (Grande distribuzione organizzata ndr) che, se solo volesse, potrebbe concorrere come qualunque altro operatore del settore. Altro che mercato e concorrenza!“. Certo, i benzinai hanno inviato una lettera a Prodi e Bersani chiedendo un incontro urgente e lasciando intendere che se la liberalizzazione fosse fermata i gestori potrebbero rinunciare alla serrata. Ma i toni del confronto appaiono aspri. In questo quadro va inserita la ricerca del Conad (cooperativa della grande distribuzione con una pompa di benzina in Toscana) sulle legislazioni regionali per l`apertura di nuovi distributori. Una selva di norme che rendono quasi impossibile l`ingresso di nuovi operatori sul mercato. Emblematico il caso delle distanze minime tra impianti. Nel Lazio, sulle statali e sulle regionali, si tratta di non meno di 5 chilometri dal distributore più vicino. In Toscana, per le strade di grande comunicazioni a quattro corsie “non meno di 15 chilometri dagli impianti esistenti sulla stessa direzione di marcia“. In Lombardia si parla di 4000 metri per “gli impianti ubicati sul medesimo lato di una strada statale o provinciale, ridotti a 2000 se situati sul lato opposto“. Sempre in Lombardia si passa a 6 chilometri per le strade “con 4 o più corsie e spartitraffico centrale, ridotti a zero metri se situati sul lato opposto“.
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