Benzinai, nuovi scioperi entro la fine del mese
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fonte:
- Corriere Adriatico
Benzinai, nuovi scioperi entro la fine del mese
ROMA – La protesta è unitaria e le possibilità che quella di oggi sia una giornata di disagi è concreta: i camici bianchi incroceranno le braccia per il rinnovo del contratto. Il blocco stimato è di oltre 5 milioni di prestazioni, dalle visite alle analisi, alle quali aggiungere 45.000 interventi chirurgici. “Chiediamo scusa ai cittadini per i disagi, ma le urgenze saranno assicurate“ ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale dei medici della Cgil. “La nostra pazienza è ormai colma – ha aggiunto Cozza – e, pur apprezzando l`impegno del ministro Turco, domani siamo costretti a scioperare per la prima volta contro il Governo Prodi, un governo che naviga a vista e che sembra aver perso la bussola del diritto al contratto ed al lavoro“. Lo sciopero vedrà insieme tutti i sindacati del settore, sia confederali che autonomi, in rappresentanza dei 135.000 dirigenti del Ssn. La protesta è indetta anche per la precarizzazione dei medici pubblici, per la mancanza di direttive e risorse per il contratto scaduto da oltre 16 mesi e norme per la stabilizzazione di 12 mila precari medici. Ed è rottura tra i gestori dei distributori di carburanti ed il ministro Bersani sulle liberalizzazioni: i benzinai hanno lasciato ieri il tavolo del ministero annunciando una nuova serrata entro fino maggio per “un`ingiustificata“ chiusura del governo. Ma il ministro Bersani tiene duro. Ribadisce di essere “aperto al dialogo“ senza però cambiare “il principio di fondo della norma“ che – sottolinea – “resta“. E così per gli automobilisti italiani si profila un maggio di “passione“. Oltre alla corsa dei prezzi, arrivata ormai sopra quota 1,33 euro, dovranno fare i conti anche con lo sciopero. L`annuncio della serrata – il cui calendario sarà annunciato la prossima settimana – arriva dopo che “ogni proposta, ogni tentativo di avvicinare le posizioni si è scontrato contro un`intransigente chiusura ed una indisponibilità che hanno vanificato mesi di lavoro“, spiegano i sindacati dei gestori (Faib-Confesercenti, Fegica-Cisle Figisc-Confcommercio). Non resta “altra scelta che riprendere immediatamente la strada della protesta sociale e delle agitazioni“, proseguono i gestori, mentre Bersani ribadisce: “crediamo di avere un atteggiamento di disponibilità che incontra alcune preoccupazioni avanzate dalla categoria, ma resta fermo il principio di fondo della norma. Il Parlamento – aggiunge – è in condizione di valutare“. Alla base delle agitazioni dei benzinai, che già nei mesi scorsi hanno portato a scioperi contro il processo di liberalizzazione del settore, ci sono alcune norme del ddl Bersani che, secondo i gestori, aprono alla vendita dei carburanti nella grande distribuzione penalizzando la categoria. Tra queste, quelle relative alle `distanze minime tra gli impiantì che il ministro non sembrà però orientato a rivedere. “Non siamo arrivati a cancellare, a ritirare il concetto dell`abolizione dei limiti numerici e delle distanze“, sottolinea spiegando che l`eliminazione di tali limiti e delle distanze minime tra un impianto e l`altro rappresentano l`aspetto cruciale della legge in tema di liberalizzazione del settore. E mentre si profila la nuova serrata, non si ferma l`ondata di rincari dei prezzi dei carburanti con la benzina che si è portata da stamattina a quota 1,33 euro al litro negli impianti Erg, attestandosi ai livelli più alti dall`estate scorsa. Complice l`aumento delle quotazioni del greggio e dei prodotti lavorati sulle principali piazze internazionali, per un litro di verde – in molti distributori italiani – gli automobilisti si ritrovano comunque già a fare i conti con prezzi sopra 1,36 euro al litro. Vale a dire superiori alla soglia delle 2.600 lire. In virtù dei differenziali che gravano sui prezzi al consumo in alcune tipologie di impianti, rispetto al prezzo di vendita consigliato dalle compagniè è previsto infatti un aggravio che può arrivare fino a 0,036 euro al litro in alcune zone disagiate del paese. Tornando alla vertenza dei benzinai, mentre i consumatori del Codacons invitano il governo “a non cedere“ alle pressioni della categoria, gli stessi gestori chiedono chiarezza sui ruoli.
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