11 Maggio 2007

Benzinai, nuovi scioperi a maggio

Entro la fine di maggio ci sarà una nuova ondata per i gestori degli impianti di distribuzione. Lo hanno annunciato i sindacati dei gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti – aderenti a Faib Aisa, Fegica, Figisc Anisa, Confesercenti Cisl eConfcommercio – che lamentano una indisponibilità del governo verso le loro proposte. Il calendario non è stato ancora definito. Ma di fronte alle nuove minacce dei benzinai le associazioni dei consumatori chiedono al governo di non cedere alle loro richieste e di andare avanti con le liberalizzazioni. Alla base delle agitazioni dei benzinai, che già nei mesi scorsi hanno portato a scioperi degli impianti contro il nuovo processo di liberalizzazioni, ci sono alcune norme contenute nel ddl Bersani che, secondo i gestori, aprono alla grande distribuzione penalizzando la categoria. Tra queste quelle relative alle distanze minime tra gli impianti. Le Organizzazioni di categoria dei gestori annunciano che le chiusure degli impianti, già proclamate e poi sospese a febbraio, riprenderanno già prima della fine del mese di maggio. La definizione del calendario delle agitazioni sarà al centro di una prossima riunione unitaria. “Ogni proposta, ogni tentativo di avvicinare le posizioni – si legge in una nota delle tre sigle dei gestori – si è scontrato contro un`intransigente chiusura ed una indisponibilità che hanno vanificato mesi di lavoro“. Immediata la replica delle associazioni dei consumatori che chiedono al Governo di non cedere alle pressioni dei benzinai. “Lo sciopero annunciato dai gestori di benzina contro il Decreto Bersani – commenta il Codacons – è l`ennesima dimostrazione di come sia indispensabile e urgente l`installazione di pompe di carburante anche all`interno dei punti vendita della grande distribuzione, almeno una per ogni quartiere o piccolo centro abitato“. Una richiesta alimentata anche dai nuovi rincari che hanno subito recentemente i carburanti. A partire da 1 maggio, infatti, per fare un pieno di benzina occorrono circa 3-4 euro in più al litro. Il prezzo della benzina si attesta così a 1,3 euro al litro, mentre quello del gasolio è a 1,150 al litro. Adusbef e Federconsumatori puntano il dito contro questi ritocchi all`insù, definendoli “ingiustificati e irragionevoli“. E questo, soprattutto alla luce del cambio record euro dollaro, che ha raggiunto 1,3682 sul dollaro e si è rivalutato di oltre il 10% negli ultimo mesi.

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