4 Aprile 2010

Benzinai nel mirino della procura

I DISTRIBUORI di benzina nel mirino della magistratura. La Procura di Rimini ha aperto un fascicolo dopo l’ esposto del Codacons, sugli aumenti della benzina sotto il periodo pasquale. Aumenti che l’ associazione a tutela dei consumatori, giudica inaccettabili. Gli esposti sono stati presentati in parecchie procure italiane, ma il magistrato riminese, Davide Ercolani, ha già aperto l’ indagine. L’ ipotesi di reato che potrebbe ravvisarsi, è quella di ‘ manovre speculative su merci’ . La prossima ‘ mossa’ degli investigatori, quindi, sarà quella di monitorare i distributori di carburante della provincia di Rimini, per verificare se e chi ha fatto lievitare i prezzi senza una ‘ buona ragione’ . NELLA denuncia, il Codacons punta il dito contro «un prezzo della benzina che ha ormai raggiunto quotazioni insostenibili. A ridosso delle vacanze pasquali, ha raggiunto il costo record di 1,422 euro per ogni litro di benzina e 1,25 per il gasolio. Negli ultimi anni, abbiamo dovuto assistere a un continuo ‘ elastico’ speculativo, tra il prezzo del singolo barile di petrolio e le influenze dello stesso costo del carburante presso i vari distributori». Ma la cosa inaccettabile, sottolinea l’ associazione, è come questi aumenti cadano sempre in occasioni particolari, per non parlare dei ‘ giochetti’ che vengono messi in atto ai danni dei consumatori. «Avviene spesso – dicono – che il prezzo del carburante per i consumatori, aumenti immediatamente ogni qualvolta si verifica un incremento del costo del petrolio, mentre, viceversa tale corrispondenza viene a mancare nel momento in cui prezzo del petrolio scende. In quest’ ultimo caso, infatti, la diminuzione del prezzo è molto lenta, causando un ingiusto profitto». MA anche e soprattutto «taluni aumenti tendono a verificarsi sistematicamente in prossimità delle ‘ grandi partenze’ , incrementando il sospetto che in queste occasioni vengano scientificamente poste in essere delle manovre atte ad aumentare il presso della benzina, ai danni dei cittadini. Peraltro, in questo caso non si comprende affatto come sia possibile che il prezzo del carburante, sia di 10 centesimi più alto rispetto al periodo di gennaio 2010, quando il prezzo del petrolio al barile era essattamente lo stesso». Per il Codacons, il reato potrebbe ravvisarsi anche nel caso in cui l’ aumento ingiustificato dei prezzi fosse stato applicato da un singolo commerciante, «approfittando di particolari contingenze del mercato». Di qui, la richiesta da parte dell’ associazione di avviare indagini al riguardo in ogni singola provincia, e nel caso si fosse verificato l’ aumento in questione negli ultimi 3-7 giorni, far scattare il sequestro dell’ attività. Il fascicolo è aperto, e preso si potrebbe aprire anche la ‘ caccia’

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox