fbpx
4 Marzo 2015

BENZINAI (con il binocolo) per spiare i cambi DI PREZZO

BENZINAI (con il binocolo) per spiare i cambi DI PREZZO

Il benzinaio tira fuori il binocolo, lo punta in fondo alla via. «Un euro, 46 centesimi e nove». È di quelli pieghevoli, tascabile, ma basta per spiare e la concorrenza senza muoversi dalla pompa: lo sport preferito dai benzinai di via Padova, l’ avvistamento-prezzi. «Qui lo fanno tutti, ci teniamo d’ occhio a vicenda». La concorrenza conferma: «Ogni giorno facciamo il giro per segnarci i prezzi dei benzinai vicini, poi li trasmettiamo alla casa madre che regola i prezzi anche due-tre volte al giorno». È la tariffa «a orario», l’ ultima moda in fatto di prezzi alla pompa che sta prendendo piede anche a Milano. «È un fenomeno recente. Ci sono compagnie che variano le tariffe di continuo, addirittura in base ai flussi del traffico pendolare in entrata e in uscita – denuncia Fabio Fertoniani di Faib Milano – in questo modo una vigilanza da parte dell’ autorità è impossibile”. La parola che scappa, neanche tanto fra i denti è «speculazione, bella e buona» suggerisce Fertoniani. Tutta colpa delle cosiddette pompe bianche, i distributori sottomarca o «indipendenti» contro cui la grande distribuzione ha ingaggiato una guerra al centesimo, quartiere per quartiere, strada per strada. Guerra persa, sembra: a Milano le pompe no-logo erano sette nel 2012 secondo un censimento del Codacons, oggi se ne contano oltre una trentina, ma non se la passano troppo bene. «I margini sono esigui – spiega Giacomo Greco, gestore del distributore Europam di via Padova -. È una guerra tra poveri e il consumatore risparmia pochi cent». Già, il consumatore. Cosa ci guadagna? «Ben poco – secondo il portavoce milanese del Codacons Marco Donzelli -. Il problema è che non c’ è reale concorrenza ma, semmai, troppa confusione: questo fa comodo alle compagnie, che dopo i ribassi di inizio anno sono tornate ad aumentare i prezzi alla pompa in modo arbitrario». In centro città le punte ieri erano di 1.70 euro. Fuori le tariffe scendono, con una differenza anche di 10-15 centesimi al litro sul servito per la stessa compagnia. La pompa più economica di Milano, storicamente, è la «Mirina» di via Ripamonti 400. Qui la benzina ieri era a 1.505. Il segreto è «la possibilità di risparmiare sul margine lordo e sui costi di marketing» spiega un dipendente. Un automobilista dice: «Mi sono fatto più di 10 km per venire qui a fare il pieno». Ma ne vale la pena? Difficile dirlo. A complicare ancor di più le cose c’ è il discrimine tra servito e self service. Alla Mirina il prezzo non cambia, ma altrove la differenza può essere anche di 2-3 centesimi a litro. Donde il proliferare delle cosiddette «pompe fantasma», automatizzate al cento per cento. «Ormai sempre più pompe in città vengono automatizzate dalle compagnie, che risparmiano sul personale per abbassare i prezzi – osserva Fertoniani -. Si prevede che tra quest’ anno e quello successivo un terzo degli addetti attuali del settore perderà il lavoro». Tra questi ci sarà anche il benzinaio con il binocolo di via Padova: «Mi è stato già comunicato – spiega -. Quello che fa più male è pensare che, alla fine, gli automobilisti risparmieranno ben poco». Davide Illarietti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox