Benzinai, a giugno altri tre giorni di serrata
-
fonte:
- Il Mattino
Tre giorni di serrata. E due scioperi a metà. Della serie: il disagio è servito. Con i benzinai che hanno mantenuto la promessa e sono pronti a incrociare le braccia. E gli assistenti di volo precettati dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi che ha ridotto lo stop di Alitalia ad 8 ore anzichè 24. Oltre a farlo slittare dal 21 al 22 maggio. Con loro anche i ferrovieri: la protesta fissata per il 17 è stata spostata al 18, durerà 8 ore invece delle 24 annunciate, dalle 10 alle 18. Anche se si spera in un dietrofront dell`ultimo minuto dal momento che azienda e sindacati si incontreranno a Palazzo Chigi martedì. Intanto, mentre lunedì 14 maggio il traffico aereo sarà regolare dopo il differimento dello stop proclamato dall`Enav, arriva lo stop dal fronte caldo dei benzinai: “Il Mattino“ lo aveva già anticipato qualche giorno fa. Ora ecco la conferma: dal 6 all`8 giugno l`Italia rischia di restare a piedi. Nel mirino della categoria, sempre lo stesso disegno di legge targato Bersani. Quello che secondo i gestori non liberalizza proprio niente. Anzi deregolarizza il comparto esponendolo a una serie di rischi tra cui la proliferazione di una marea di impianti difficilmente tutti a norma Ue. E ad una desertificazione di alcune aree geografiche che non potranno essere al passo con la competitività. Insomma, quella raffica di norme contenute nel pacchetto liberalizzazioni all`esame del Parlamento spianerebbe la strada alla grande distribuzione mettendo in crisi l`intera categoria. “Lo sciopero – spiegano Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio – è l`unica risposta all`atteggiamento irresponsabile di un governo che si prepara a trasformare in legge un provvedimento che cancella una categoria di lavoratori, sfascia una rete distributiva strategica per il Paese, inganna i cittadini mistificando sulle reali ragioni e futuri effetti della sua iniziativa“. Già la settimana scorsa, dopo l`ultimo incontro con il ministero per lo Sviluppo economico, i gestori avevano parlato di chiusura da parte del governo, preannunciando lo sciopero le cui date sono arrivate ieri al termine di una riunione unitaria della categoria. Sullo sciopero, però, scendono i campo i consumatori parlando di serrata assurda, come spiega il Codacons. “Lo stop è assurdo e a pagare le spese della protesta saranno come sempre gli utenti“, presi ad ostaggio dalle varie categorie che si oppongono al decreto Bersani e non vogliono un incremento della concorrenza, spiega il Codacons. La serrata è la difesa di esclusivi interessi corporativi che penalizzano i cittadini consumatori, ma – gli fanno eco Federconsumatori e Adusbef – rappresenta la tutela di un cartello petrolifero, che continua ad agire indisturbato per realizzare fiorenti e sempre più elevati profitti sulla pelle degli utenti costretti a versare alla rendita petrolifera buona parte del loro reddito“. Per il resto ieri è andata in onda la protesta del terziario: 3 milioni di lavoratori dei servizi sono scesi in piazza da Nord a Sud per vedere finalmente rinnovato il loro contratto di lavoro.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
