12 Maggio 2007

Benzinai, 3 giorni di sciopero a giugno. Statali convocati mercoledì

ROMA L`Italia rischia di rimanere a secco di benzina nella prima settimana di giugno: i benzinai hanno proclamato 3 giorni di sciopero con i distributori chiusi dal 6 all`8 giugno. Alla base del nuovo sciopero – dopo l`analoga iniziativa già messa in campo nei mesi scorsi – c`è ancora una volta la protesta dei gestori contro il ddl Bersani. Ed in particolare contro una serie di norme contenute nel pacchetto liberalizzazioni all`esame del Parlamento che, secondo i benzinai, spianerebbe la strada alla grande distribuzione mettendo in crisi l`intera categoria. Lo sciopero – spiegano Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio, le tre sigle dei benzinai – “è l`unica risposta possibile all`atteggiamento irresponsabile di un governo che si prepara a trasformare in legge un provvedimento che cancella una intera categoria di lavoratori, sfascia una rete distributiva strategica per il Paese, inganna i cittadini ed i consumatori mistificando sulle reali ragioni e futuri effetti della sua iniziativa“. Sullo sciopero, però, scendono i campo i consumatori parlando di “serrata assurda“, come spiega il Codacons e di iniziativa che rischia di tradursi – come sottolineato da Federconsumatori e Adusbef – in un “assist“ per l`industria petrolifera. “Lo sciopero è assurdo e a pagare le spese della protesta saranno come sempre gli utenti“, presi ad ostaggio dalle varie categorie che si oppongono al Decreto Bersani e non vogliono un incremento della concorrenza, spiega in una nota il Codacons. Stretta finale intanto nella vertenza statali per evitare lo sciopero. Il governo ha convocato i sindacati per mercoledì nella speranza di riuscire a mettere la parola fine a una trattativa che si è inasprita nel corso delle ultime settimane. Ad annunciare l`incontro è stato il ministro della Funzione pubblica Luigi Nicolais a margine del G8 di Trieste: “Per il contratto dobbiamo muoverci, e convincerci che è una cosa che dobbiamo fare“. La disponibilità del governo non ha però smosso i sindacati, contrari a una revoca dello sciopero del primo giugno prima della firma del contratto. E la vertenza statali si inserisce in un clima reso già caldo dallo scontro in atto sulle pensioni.

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