21 Febbraio 2012

Benzina verso i due euro, record a Ischia

Benzina verso i due euro, record a Ischia

Roma. Vola il prezzo della benzina che supera quota 1,811 euro al litro, con punte a 1,9 in alcune regioni dove incide negativamente l’ addizionale locale sulle accise. E così a Ischia non si trova benzina a meno di 1,906 euro, record nazionale. Sale anche il gasolio seppure meno: 1,74 euro, con punte a 1,77. Secondo quotidiano energia e Staffetta quotidiana è stato l’ Eni nel fine settimana a tirare la volata ai nuovi rincari adeguando i propri prezzi raccomandati ai gestori di 0,8 centesimi per la benzina e 0,6 per il gasolio. Ma con tutti gli aumenti, la verde nei distributori del Cane a sei zampe costa 1,802 euro secondo Qe e 1,804 secondo Staffetta. Ip e Tamoil propongono ai gestori 1,806. Una conferma della diversità sul territorio nazionale. Ormai siamo a livelli record, circa il 12% in più che nel resto d’ Europa secondo l’ Aduc che calcola un extra-costo per gli automobilisti italiani di 350 euro in un anno. Per il Codacons, invece, il pieno ci viene a costare circa 19,5 euro in media in più rispetto ad un anno fa quando la benzina costava 1,51 euro con un incremento del 25,8%. E’ una soglia che fa scendere in campo anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che «di fronte a questo insostenibile salasso per lavoratori, imprese e famiglie» chiede al governo di «affrontare di petto la questione», sterilizzando le accise e l’ Iva. Richiesta non facile da accogliere per due ragioni: le accise sono state aumentate per finanziare gli aiuti alle popolazioni di Liguria, Toscana e Emilia Romagna colpite dal maltempo; sono difficili riduzioni fiscali in un momento in cui il governo è a caccia di soldi per stabilizzare la finanza pubblica. A spingere i rialzi dei listini sono i prezzi internazionali dei carburanti che continuano a salire (a livelli record per quanto riguarda la verde, intorno ai 630 euro per mille litri, mentre il diesel si avvicina sempre più a quota 700). Anche il prezzo del petrolio è da qualche giorno in deciso rialzo, sia negli Stati Uniti, oltre i 105 dollari al barile, che a Londra, dove il Brent viaggia abbondantemente sopra i 120 dollari, ai massimi degli ultimi otto mesi. Ma la situazione è davvero critica e con la benzina che punta verso i due euro al litro Adusbef e Federconsumatori sollecitano l’ introduzione della cosiddetta «accisa mobile», meccanismo automatico che prevede una diminuzione del tributo quando il costo del petrolio aumenta. Il Codacons lancia un appello al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, perché convochi un tavolo con i protagonisti del settore, così come fa l’ Adiconsum, che teme l’ innestarsi di una «spirale inflazione-recessione». Ma i più preoccupati sono gli agricoltori. «Un litro di benzina calcola la Cia (Confederazione italiana agricoltori) costa praticamente il doppio di un litro di latte sullo scaffale e addirittura cinque volte di più il prezzo alla stalla che si aggira sui 35 centesimi». La benzina costa più di un chilo di lattuga, broccoli o tarocchi, aggiunge la Coldiretti. Ormai, sottolinea, «la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande». b.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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