11 Agosto 2007

Benzina, vero nodo è distribuzione

Benzina, vero nodo è distribuzione
Il ministro Bersani nel vertice con i petrolieri, invitati ad assumersi responsabilità contro inflazione.
Non è escluso decreto su Iva. Up: un incontro chiarificatore

Non è escluso che il governo possa varare un decreto interministeriale per “sterilizzare“ le accise sui carburanti, come annunciato giovedì dal viceministro Vincenzo Visco, frenando così i prezzi del carburante nei casi di picco. Tuttavia, il vero nodo, nella vicenda del caro benzina, non è la questione fiscale, ma “lo zoccolo strutturale del sistema di distribuzione“ italiana, “arretrato“ rispetto a quello europeo. Mentre i petrolieri, da canto loro, devono assumersi la responsabilità “verso questa battaglia per tenere bassa l`inflazione“. Si può sintetizzare così l`intervento del ministro dello sviluppo economico, Pierlugi Bersani, nell`incontro svoltosi ieri con l`Unione petrolifera (Up), convocato per discutere dell`aumento del prezzo dei carburanti delle ultime settimane. Vertice che, però, non ha spento del tutto la polemica da parte di consumatori e gestori.In merito alla proposta lanciata da Visco, Bersani, a margine dell`incontro, ha escluso la possibilità di procedere con un decreto legge, in quanto non c`è bisogno di intervenire immediatamente: “Noi abbiamo in parlamento una norma che permette la sterilizzazione dell`Iva. L`ipotesi avanzata da Visco“, ha detto il ministro, “è quella di un decreto interministeriale per intervenire senza aspettare la legge. Ma credo che possiamo fare prima approvando la legge, che è già stata approvata dalla camera e in seconda lettura al senato. A settembre il parlamento può varare questa normativa che ci permette di intervenire strutturalmente su questi problemi“. “Fra settembre e ottobre, in un modo o nell`altro, questa cosa si fa“, ha ribadito il ministro, secondo il quale si tratta di “un contributo psicologico ed economico che non riguarda i livelli di tassazione, che sono nella media dell`Europa dei 15“. Il vero problema, infatti, sta nel sistema di distribuzione: è soprattutto questo elemento, ha spiegato, che ci differenzia dal resto dell`Europa. La soluzione del ministro sta anche in “un comportamento il più possibile concorrenziale da parte della compagnie“. A questo proposito, secondo Bersani, l`incontro è servito a un richiamo al senso di responsabilità perché i petrolieri contribuiscano “a rendere competitivo il sistema ed esprimersi al massimo in direzione dei consumatori“. “Un centesimo sul prezzo del carburante vale 463 milioni di euro. Non sono noccioline“, ha chiarito il ministro. Riguardo alla diversa valutazione dei dati sull`andamento del prezzo dei carburanti fatta dal ministero e dall`Up, nel corso dell`incontro, Bersani ha proposto di “effettuare periodicamente un confronto contraddittorio mensile sui dati e parametri di riferimento“. Il ministro dello sviluppo economico, che ha definito l`incontro con i petrolieri “non semplice ma molto franco e aperto“, ha sottolineato lo sforzo del governo per contenere l`inflazione e la preoccupazione che la tendenza al ribasso del costo della vita non venga invertita da un rialzo del prezzi del carburante: “Non vorremmo che l`andamento del prezzo del carburante vanificasse questo sforzo, anche perché il carburante vale nel paniere italiano quasi il doppio dell`energia elettrica“, ha aggiunto, prendendo però atto del raffreddamento dei prezzi avvenuto la scorsa settimana, spiegando che una risposta alle preoccupazioni del governo è già avvenuta da parte delle compagnie “nei comportamenti“. Le aziende del settore petrolifero, da parte loro, per bocca del presidente dell`Unione petrolifera Pasquale De Vita, hanno commentato che l`incontro con Bersani “è servito a chiarire le dinamiche del mercato dei carburanti. Si è avuta reciproca condivisione sul divario strutturale che caratterizza il mercato nazionale rispetto al resto d`Europa e per il quale si sta intervenendo in sede legislativa“, hanno riferito dall`Unione petrolifera dopo il vertice. Sugli aspetti più congiunturali si è registrata “una differente valutazione dei dati di comparazione con l`Europa che merita un approfondimento dei meccanismi di rilevazione dei prezzi nei diversi paesi e una analisi condivisa nella tempistica del monitoraggio di tale indicatore“. “Sgombrato il campo da ogni accentuazione emotiva“, hanno aggiunto dall`Up, l`incontro “ha consentito di riportare il problema a una dialettica costruttiva e anche di evidenziare l`impegno che le imprese, tra mille difficoltà, continuano ad attuare per razionalizzare e rendere più efficiente il sistema distributivo“. Non si è placata, però, la polemica da parte delle associazioni di consumatori. Tra le ultime iniziative del Codacons, infatti, c`è un esposto alla procura della repubblica e uno all`Antitrust, per indagare sulle ragioni dell`aumento dei prezzi di benzina e gasolio in occasione dell`esodo estivo. Per il Codacons si ipotizza nei confronti delle compagnie petrolifere “il reato di aggiotaggio, accordi vietati o intese di fatto per allineare i prezzi al rialzo“. Intanto l`associazione ha rinviato al 25 agosto lo sciopero bianco, inizialmente previsto per il 15, dichiarando che sarà revocato soltanto se il prezzo della benzina verrà immediatamente tagliato di 5 centesimi.Il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, è intervenuto, invece, sulla proposta del viceministro Visco affermando che sterilizzare l`Iva sugli aumenti dei carburanti è una buona idea, ma non basta a eliminare gli “effetti speculativi“. “La speculazione è insita nel consentire variazioni sui prezzi ai petrolieri“ ha sostenuto Landi plaudendo all`intervento del governo, che ha permesso di ridurre il prezzo della benzina di qualche centesimo, provando, tuttavia “la non concorrenza del settore e la possibilità di ulteriore riduzione del prezzo“. Delusione, invece, è stata espressa dall`Adoc per l`esito dell`incontro: “Ancora una volta è uscita la forza delle lobby“, ha commentato il presidente Carlo Pileri, “e la debolezza di questo governo, così come dei precedenti“. E se per Adusbef e Federconsumatori “bene ha fatto il ministro Bersani a richiamare i petrolieri alle loro responsabilità, cercando, con la politica della moral suasion di tagliare le unghie alla speculazione e a una doppia velocità inaccettabile“, la formula suggerita da Marco Venturi, presidente di Confesercenti, per ridurre il prezzo dei carburanti prevede la creazione di una rete di “distributori indipendenti“. Secondo Venturi, “per ridurre realmente il prezzo della benzina bisogna che lo stato e i petrolieri taglino consistentemente i loro lauti guadagni, visto che insieme incassano il 97% del prezzo. Le schermaglie tra loro, per poi scaricare le colpe sui benzinai e sulla presunta arretratezza e polverizzazione della rete distributiva“, ha dichiarato Venturi “sa tanto di gioco delle parti“.Molto più critica, infine, la posizione della Fegica-Cisl, delusa dal risultato dell`incontro del ministro dello sviluppo economico con l`Unione petrolifera: “Come era facilmente prevedibile, tutta la bufera innescata in questi giorni sui prezzi dei carburanti e che è stata utilizzata da molti per acquisire visibilità e pubblicità a costo zero, finisce con il più piatto dei nulla di fatto“, ha sostento l`associazione di gestori. “Nessuna misura contro i petrolieri, nessun intervento di riduzione delle accise, nessun provvedimento per contenere il prezzo dei carburanti. Le grandi accuse, le prese di posizione, gli annunci: tutto si riduce alla istituzione di un nuovo tavolo tecnico del ministero, che si riunirà con i petrolieri tutti i mesi (almeno per il primo mese)“, hanno commentato aggiungendo che “al di là di tutti i proclami vuoti e demagogici, sono proprio i gestori che avanzano l`unica proposta che strutturalmente abbatterebbe subito di 3,8 cent/litro il costo della benzina: esattamente il differenziale medio che ci divide dal resto d`Europa. Ma per fare questo bisognerebbe rimuovere i veri ostacoli alla concorrenza che attualmente consentono ai petrolieri di giocare su più tavoli e alla grande distribuzione di conservare le condizioni di privilegio di cui gode“.

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