6 Maggio 2010

BENZINA: VERDE ANCORA IN RIALZO, ITALIA SETTIMA IN UE/ANSA

FIGISC,RISCHI DA PREZZI SETTIMANALI; CODACONS-ADOC,RICORSO A TAR

(ANSA) – ROMA, 6 MAG – Benzina sempre più cara, Italia
ancora più in alto nella classifica dei Paesi europei meno
convenienti, polemica petrolieri-consumatori (e anche tra le
stesse associazioni) che non accenna a scemare. Il solito
‘copione’ sul fronte carburanti va in scena anche oggi,
nonostante il recente protocollo per la riforma del sistema
distributivo, firmato da tutte le parti in causa con l’obiettivo
di portare l’Italia in linea con i listini degli altri Paesi
europei.
   Obiettivo che, stando alle prime rilevazioni del neonato
Osservatorio lanciato dalla Figisc-Confcommercio, sembra per il
momento allontanarsi. Lo studio dimostra infatti che,
considerando il prezzo ufficiale diffuso lunedì scorso dal
ministero dello Sviluppo economico, l’Italia, con 1,405 euro, si
piazza al settimo posto tra i Paesi più cari, contro il decimo
posto della settimana precedente. Peggio vanno le cose nella
graduatoria relativa al gasolio, dove l’Italia si colloca in
sesta posizione. Lo stacco con la media dell’Ue a 27 è
notevole: per la verde c’é una differenza di oltre 11 centesimi
e per il diesel di circa nove.
   Quella italiana, insomma, è una delle piazze più care
d’Europa per gli automobilisti: e gli aumenti, complice anche un
cambio euro/dollaro sempre più sfavorevole, non accennano a
fermarsi. Oggi c’é da registrare il ritocco della Shell, che ha
rialzato la verde di 0,5 centesimi a 1,142 euro, il massimo tra
tutti i marchi. Si tratta, dicono all’unisono Unione petrolifera
e Figisc, di rincari in linea con le quotazioni internazionali
dei prodotti derivati, ma puntuale è scattata la protesta dei
consumatori: per Adusbef e Federconsumatori, con il calo del
prezzo del petrolio (oggi sotto gli 80 dollari) dovrebbero
partire le riduzioni, "che devono verificarsi con la stessa
rapidità con cui sono avvenuti i rialzi".
   Le due associazioni chiedono anche l’applicazione sollecita
di tutte le misure decise al tavolo ministeriale, compresi i
prezzi settimanali. Su questo aspetto, tuttavia, il fronte dei
consumatori non è unito: Codacons e Adoc, infatti, non sono
convinte che la misura possa essere utile senza una commissione
super partes e così annunciano un ricorso al Tar.
Federconsumatori e Adusbef, invece, rivendicano le scelte fatte
e, nonostante l’allarme della Figisc secondo cui la misura
potrebbe non essere conveniente per gli automobilisti, ricordano
che "nell’ambito della settimana, non ci possono essere
aumenti, bensì solo ed esclusivamente ribassi".
   Secondo alcuni, insomma, per le famiglie italiane ci saranno
dei vantaggi, secondo altri no. Intanto, c’é qualcuno che sul
prezzo della benzina ci ha sicuramente guadagnato, ed è lo
Stato. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, negli ultimi
quattro anni e mezzo, a fronte dell’impennata dei prezzi,
l’Erario ha incassato un extragettito (tra Iva e accise) di 3,8
miliardi di euro.(ANSA).

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