Benzina, un`ondata di rialzi Oggi tavolo Bersani-gestori
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fonte:
- L`Unione Sarda
Effetto domino per i prezzi dei carburanti. Dopo l`Agip, che venerdì ha deciso di rimettere mano ai listini, suscitando l`intervento del ministro Bersani, molte delle principali compagnie, negli ultimi giorni, hanno rialzato il costo della benzina fino a 1,243 euro al litro. La reazione delle associazioni dei consumatori non si è fatta attendere. Ma anche il ministero sembra deciso a vederci chiaro. PrezziIl nodo-prezzi si accinge così ad approdare al tavolo di confronto convocato da Bersani con i rappresentanti dei gestori e l`Unione petrolifera che si aprirà oggi. Al centro dell`incontro, la riorganizzazione della rete distributiva prevista dalle nuove norme sulle liberalizzazioni, che ha portato i gestori a indire 14 giorni di sciopero. Dopo quella di due giorni, il 7 e l`8 febbraio scorsi, i benzinai erano pronti a una nuova serrata di 4 giorni, scongiurata in extremis proprio dall`intesa sull`apertura del tavolo. La raffica di aumenti scattata sulla rete distributiva, però, sposta l`attenzione anche sul tema dei prezzi, che oggi entrerà inevitabilmente tra quelli in agenda, come conferma il consigliere per l`energia dello stesso Bersani, Umberto Carpi. Tanto più che alla riunione è convocata la stessa Unione petrolifera che rappresenta le compagnie. I petrolieriL`Up anticipa intanto che sui prezzi internazionali dei carburanti pesano le tensioni geopolitiche, la ripresa delle quotazioni petrolifere (ieri ha chiuso a 61,46 dollari al barile a New York), la stagionalità della domanda e una serie di problemi di raffinazione. Elementi che hanno riportato le quotazioni della benzina sui picchi dell`estate scorsa, a 600 dollari a tonnellata e che – tengono a precisare i petrolieri – avrebbe creato lo spazio per aumenti dei prezzi al consumo ben superiori a quelli trasferiti, negli ultimi giorni, sui listini dalle compagnie. Quasi tutti i marchi – fatta eccezione per la Erg che, in controtendenza, la scorsa settimana, ha tagliato di 0,005 euro al litro – hanno infatti rimesso mano ai prezzi di vendita consigliati ai propri gestori. Il ministeroUna difesa quella dei petrolieri che il ministero controbatte, puntando l`indice sul differenziale tra l`Italia e il resto d`Europa. Sul fatto che il regime dei prezzi sia libero, non si discute, spiega infatti Carpi. Ma il divario è troppo elevato. La forbice – spiega – si muove “tra 0,26 a 0,50 euro al litro e in questo momento tocchiamo il margine massimo“, più alto anche di quello raggiunto quest`estate, a luglio, quando i prezzi della benzina toccarono livelli record. Sarà questa, dunque, una delle questioni centrali che il Governo porrà alle compagnie. “Vediamo che cosa avranno da dirci“, afferma Carpi che, per niente sorpreso del fatto che nel giro di pochi giorni ci siano stati rialzi dei prezzi quasi per tutti i marchi, osserva: “Avrei trovato sorprendente il contrario“. Proprio su questa simmetria da tempo sono sul piede di guerra anche i consumatori, che stimano in 30 euro annui i maggiori costi per gli automobilisti. Il Codacons parla di “catena del business petrolifero“ attivata dall`Agip, rilanciando una nuova segnalazione ad Antitrust e Procura. Adusbef e Federconsumatori vedono, invece, un “contagio“ tra le compagnie e chiedono al Garante di “accelerare l`indagine avviata“ sul presunto cartello.
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