22 Aprile 2010

Benzina, tetto settimanale ai prezzi

ROMA – Aumento dei prezzi del carburante solo settimanale e raddoppio dei distributori self service in un anno. Sono queste la novità più rilevanti contenute nel «protocollo di lavoro» elaborato dal tavolo dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico, da petrolieri, associazioni di categoria dei distributori e dei consumatori. Non si tratta, dunque, ancora di una legge, né di un decreto, ma di un documento di lavoro da cui scaturiranno poi provvedimenti legislativi e amministrativi, accordi con le Regioni e i soggetti partecipanti al tavolo. Un primo passo, ha lasciato intendere il sottosegretario competente, Stefano Saglia, con l’ obiettivo di azzerare entro tre anni lo stacco tra i prezzi italiani e la media europea. Non è del tutto archiviata peraltro l’ ipotesi della sterilizzazione dell’ Iva, che dovrà però essere sottoposta al vaglio del Tesoro. Il prezzo del carburante dunque dovrà essere fissato una volta alla settimana da ciascuna compagnia e per sette giorni non potrà aumentare, ma solo scendere. Si parla, ovviamente, di prezzo consigliato, perché quello effettivo sarà deciso da ciascun gestore. Saglia avverte che il prezzo settimanale partirà da un atto legislativo da assumere nelle prossime settimane (forse la legge sulla Concorrenza) e che, per ragioni di antitrust, non ci sarà un giorno fisso per la comunicazione del prezzo massimo, altrimenti tutte le compagnie si adeguerebbero. Attraverso l’ uso di un fondo di una decina di milioni verranno indennizzate le pompe tradizionali affinché chiudano: l’ obiettivo è arrivare entro tre anni a 15-16 mila impianti dai 24 mila attuali. Al tempo stesso saranno incentivati i self service perché raddoppino a 14-15 mila e vi si possa pagare la benzina con carta prepagata senza costi aggiuntivi. Tra le questioni che dovranno ora essere discusse con le Regioni, che finora hanno frenato tutti i processi di liberalizzazione, ci sono quelle dell’ orario di apertura, da allungare, e della vendita nei distributori di prodotti diversi dal carburante. Reazioni tutt’ altro che unanimi sul protocollo: il mondo dei consumatori si è spaccato tra chi, come Federconsumatori e Adiconsum (presenti al tavolo), è soddisfatto e chi, come il Codacons, annuncia il ricorso al Tar. Anche tra i gestori i pareri sono disparati. La Faib promuove sostanzialmente l’ intesa, così come la Figisc, che invita però a salvaguardare anche il servito accanto ai self service. La Fegica boccia invece totalmente l’ accordo: «Il tavolo del petrolio ha partorito il classico topolino» denuncia l’ associazione della Cisl, secondo la quale governo e petrolieri hanno «affossato la riforma».
 

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