8 Dicembre 2010

Benzina, sgravi ai distributori Saglia: risparmi con la riforma

ROMA – «Il bonus fiscale ai gestori non servirà a far scendere il prezzo della benzina, solo la riforma del settore è in grado di abbassare i listini int r o duce ndo i no-logoela grande distribuzione ma parliamo sempre di centesimi». Il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Stefano Saglia, confermando che il governo sta mettendo a punto lo sgravio promesso ai distributori, interviene sul dibattito scatenato dai nuovi record raggiunti dal prezzo della benzina in Italia, sostenendo che non «vi è nessuna anomalia, le quotazioni sono in linea col resto d’ Europa». E in una serie di tabelle inviate ai giornali il ministero mostra che in Italia il prezzo medio del carburante verde – fonte Commissione europea – nell’ ultimo mese è stato di 1,385 euro contro 1,364 della media Ue. Il Paese più caro è l’ Olanda con 1,529. Anche la Germania con 1,416 e la Gran Bretagna con 1,412 hanno la benzina più costosa dell’ Italia mentre tra i «grandi» solo la Spagna ha un prezzo invidiabile di 1,208. Ma la spiegazione arriva subito: il peso del fisco a Madrid è del 51,7% contro il 59,9% della media Ue. L’ Italia ha uno «storico» sovrapprezzo dovuto a inefficienze strutturali che rende la benzina verde più alta dell’ 1,5% e il gasolio del 3,4%. «I rincari di questi giorni – spiega il sottosegretario – sono dovuti alla speculazione internazionale e per questo abbiamo studiato con l’ autorità dell’ energia un modello per una Borsa europea dell’ oil». Insomma la polemica sembra un po’ surreale eccetto il timing degli ultimi aumenti – decisi sempre a ridosso di ponti o festività – e che ha convinto i consumatori riuniti nella sigla Casper (comitato contro le speculazioni e il risparmio alla quale aderiscono le principali associazioni) e presentare un esposto all’ Antitrust. «Negli ultimi dieci giorni – affermano i legali di Casper – si è verificata una serie sospetta di rincari con un aggravio di spesa per gli automobilisti pari a 2,3 euro a pieno». E citano il caso della scorsa Pasqua quando il prezzo della verde passò nel giro di pochi giorni da 1,395 a 1,413 euro al litro. «I petrolieri sostengono che i rincari sono sempre giustificati – continuano – se è così bisogna ammettere che hanno una fortuna sfacciata». Se il sottosegretario Saglia si dice sicuro che «la riforma della distribuzione dei carburanti è pronta e sarà esaminata dal consiglio dei ministri dopo il voto di fiducia che consentirà al governo di proseguire il suo lavoro», le lamentele arrivano anche dai «padroncini» dei Tir. Secondo uno studio realizzato dagli artigiani di Mestre il gasolio per autotrazione in dodici mesi è aumentato del 18,7%: simulando un pieno per motore diesel di un camion, la Cgia ha calcolato che un anno fa occorrevano 560 euro mentre adesso ce vogliono 664: 104 euro in più. Una situazione – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario dell’ associazione di Mestre – destinata a ripercuotersi su tutta la filiera dei prezzi dei principali beni di consumo visto che il 70% circa delle nostre merci viaggia su gomma. L’ Unione petrolifera difende l’ operato dei propri associati «che hanno contenuto gli aumenti al contrario di quanto avvenuto in altri Paesi».

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