22 Febbraio 2008

Benzina senza freni: superata quota 1,4 euro

ROMA La nuova fiammata di aumenti dei carburanti non si arresta, e ieri ha fatto registrare un nuovo picco, con la benzina che sfonda quota 1,4, a un soffio dal record storico. Quanto basta a riaccendere le paure dei consumatori, con organizzazioni che minacciano di scendere in piazza se non saranno messi in atto a breve interventi sul fisco. Bersani promette: lo faremo presto. E i tecnici del suo ministero, dopo aver visionato i dati europei sui prezzi dei carburanti, fanno sapere che ora la forbice tra Italia e Ue si è ridotta rispetto alla scorsa settimana. Ma questo non basta, rispondono le associazioni dei consumatori: il divario si sarà abbassato – dicono – ma resta ancora troppo alto. E intanto il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo rilancia l`allarme per l`economia: “Se il prezzo del barile di petrolio si manterrà sopra i 90 dollari, la crescita nel 2008 sarà ancora minore delle previsioni: più vicina allo 0,3% che all`1%“. “Il caro-petrolio è molto importante, purtroppo – ha poi aggiunto -. Noi dipendiamo dal petrolio. Abbiamo bisogno di scelte di fondo, perché siamo uno dei pochi Paesi al mondo senza aver fatto scelte di politica energetica“. L`Unione petrolifera si difende Di fatto, la constatazione che il delta tra prezzi della benzina in Italia rispetto alla media dei Paesi dell`area euro è sceso da 3,9 centesimi di euro al litro a 2,6 (2,7 per il gasolio) ha l`effetto di tamponare i timori emersi sull`onda dei rialzi dei listini. Ieri mattina, prima della verifica ministeriale, il titolare dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, lasciava aperta l`ipotesi di una convocazione dei petrolieri. Bersani: faremo una verifica con Mister Prezzi, nel caso convocheremo i petrolieri. Un`eventualità scongiurata nel pomeriggio di fronte ai dati. “Lo stacco a nostro sfavore rimane – commenta Umberto Carpi, consigliere di Bersani per i temi energetici – ma registriamo comunque un calo“. E l`Unione petrolifera registra che “i prezzi della benzina sono cresciuti in media di 1,2 centesimi al litro, contro i quasi 5 centesimi della Germania e i circa 3 della Francia“. Ma chi fa il pieno deve fare i conti coi rialzi, non coi differenziali. Tanto più che la domanda dei prodotti petroliferi è sostanzialmente “rigida“: non è influenzata più di tanto dalle dinamiche dei prezzi e non scende in maniera automatica e significativa all`aumentare dei listini. Vicini al record del luglio 2006 La verde è arrivata ieri a 1,401 euro al litro nei distributori Esso, in base ai prezzi consigliati ai gestori (1,409 il record storico a luglio 2006). In aumento anche il gasolio, a 1,324 negli impianti Erg e Esso e 1,323 in quelli Total. Associazioni di categoria e consumatori chiedono all`unisono un intervento sulla fiscalità per contenere i prezzi. “Il fisco sui carburanti rappresenta il 50-60% del prezzo finale, ma finora sul problema della riduzione delle accise o della sterilizzazione dell`Iva il governo traccheggia“, afferma Luca Squeri, presidente della Figisc, la sigla dei gestori aderente a Confcommercio. Il Codacons non si accontenta di un taglio fiscale di 1-2 centesimi di euro al litro, annunciato l`altro ieri da Bersani. Ne chiede almeno 5, altrimenti, minaccia, “porteremo gli automobilisti in piazza“, bloccando le città come hanno fatto tassisti e autotrasportatori. Differenziale con l`ue sempre alto Adusbef e Federconsumatori considerano il differenziale con l`Ue “ancora troppo alto“ e ricordano che nel 2007 lo Stato ha incamerato un surplus di 2 miliardi da Iva e accise sui carburanti. “Un tesoretto – dicono – che ora va restituito alle famiglie sotto forma di sgravi fiscali“. Bersani ha chiarito che un taglio delle accise non è in cantiere. Nessun bonus fiscale, quindi, ma l`applicazione dei provvedimenti previsti in Finanziaria che agiscono sulla fiscalità per recuperare gli incrementi di gettito Iva dovuti all`aumento dei prezzi industriali dei carburanti. Misure che “da febbraio produrranno una limatura dei prezzi“. I rincari dei carburanti si inseriscono in un quadro di forti tensioni per le quotazioni del petrolio: ieri le quotazioni del greggio sono rimaste vicino ai 99 dollari per chiudere a 98,24 dollari.

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