27 Luglio 2011

Benzina senza freni L’ Up: prezzi in linea

 D ieci giorni di tregua, poi i nuovi, ennesimi aumenti: ieri Ip ha ritoccato al rialzo di un centesimo i listini di benzina e gasolio. La verde ha così raggiunto quota 1,641 euro al litro e il diesel 1,523. La fuga in avanti di Ip ha fatto salire la media nazionale dei prezzi: ieri la benzina costava 1,624 euro al litro, e il gasolio 1,523. Con forti differenze, però, tra le regioni: a seconda del livello di competizione locale la ‘ forchetta’ tra i prezzi, secondo le stime di Quotidiano Energia, arriva anche a 10 centesimi al litro. Prezzi «mai raggiunti, nemmeno quando il petrolio costava 147 dollari al barile», protestano Adusbef e Federconsumatori, che parlano di «rincari insostenibili », di cui sono responsabili «non solo le compagnie petrolifere, ma anche l’ improntitudine del governo». L’ esecutivo, secondo le due associazioni, ha «peggiorato notevolmente la situazione, da un lato aumentando per ben due volte le accise sui carburanti, e dall’ altro tagliando i trasferimenti alle Regioni, che vengono così spinte ad aumentare le addizionali regionali, come di recente ha fatto la Regione Piemonte». Sul prezzo dei carburanti, spiegano i consumatori, ci sono «12 centesimi di troppo, che diventano 15 nelle regioni dove è in vigore l’ aumento», per una ricaduta media di «165 euro annui per ogni automobilista, solo per costi diretti». Diversa la posizione del Codacons, che se la prende in particolare con le compagnie petrolifere, accusate di «speculare sulle vacanze degli italiani», visto che «bastano 2 centesimi al litro in più per incamerare 20 milioni di euro». L’ associazione ha chiesto l’ intervento della guardia di Finanza, per controllare i litri effettivamente emessi e la corrispondenza tra i prezzi esposti e quelli praticati. Imperturbabili i petrolieri: «Una polemica fuori luogo», commenta l’ Unione petrolifera (Up), spiegando che gli aumenti «sono in linea» con quelli registrati a livello internazionale e dipendono dall’ andamento dei mercati. Up ha ricordato che sul prezzo dei carburanti «pesano i circa sei centesimi legati all’ aumento delle accise » e che «lo stacco con i paesi dell’ Ue è diminuito». Spiegazioni che non cambiano una situazione difficile per molte categorie: un litro di benzina costa il doppio di un litro di latte a lunga conservazione, secondo le stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Un paragone, quello con un bene di prima necessità come il latte, che rende l’ idea dello «stravolgimento della spesa degli italiani a causa del caro-petrolio». Accuse al governo per l’ aumento delle accise Il Codacons invoca la Finanza I petrolieri: attacchi fuori luogo.

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