14 Luglio 2011

Benzina sempre più cara Nuovo record della verde a 1,63. Proteste del Codacons.

 ROMA NON si fermano i rincari dei prezzi dei carburanti. La benzina sfiora la quota record di 1,63 euro/litro (1,629), il diesel supera abbondantemente il tetto di 1,5. A trainare gli aumenti le regioni del Sud, dove la verde tocca la cifra di 1,67 euro/litro e il gasolio vola a 1,5. L’ onda lunga dei rincari di questi giorni è il risultato della leggera risalita delle quotazioni internazionali di benzina e diesel, nonostante la tregua di martedì, e soprattutto del tracollo dell’ euro nei confronti del dollaro. Due elementi che mettono in crisi i margini lordi delle compagnie petrolifere, con il conseguente aumento alle pompe di benzina. Cause a parte, i rialzi non passano sotto il silenzio dei consumatori. «Il nuovo record della benzina è una vera vergogna – tuonano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef -. Sono prezzi inconcepibili, non raggiunti nemmeno quando il petrolio toccò il livello di 147 dollari al barile». E non mancano critiche al Governo. «L’ immobilismo dell’ esecutivo – incalza Trefiletti – è imperdonabile, tutte le decisioni intraprese in materia hanno creato ulteriori incrementi». Il rimando è «al rialzo delle accise in ben due occasioni». Dal canto suo l’ esecutivo, per quanto non possa intervenire sulle quotazioni internazionali del greggio, promette una moral suasion nei confronti delle compagnie. «Entro 10-15 giorni – rassicura Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico – i prezzi del petrolio si stabilizzeranno ed entreranno in vigore le misure di razionalizzazione della rete distributiva previste in manovra». Contro il caro accise si schierano anche i petrolieri che, per bocca del presidente di Assopetroli-Assoenergia, Franco Ferrari, lo definiscono «una stangata su consumatori e imprese», mentre valutano «positivamente la riforma della rete distributori». Intanto, in attesa di un ridimensionamento dei prezzi, le associazioni dei consumatori sfornano i numeri della batosta. Da Federconsumatori arriva il dato sulla spesa di andata e ritorno, calcolata su alcune tratte turistiche e prendendo in esame un’ auto di media cilindrata con un consumo medio di 15 km per 1 litro: dal 2009 l’ aumento è stato del 24%. Per il Codacons l’ aggravio sugli automobilisti in partenza per le vacanze, dovuto ai rincari della benzina, vale 500 milioni. E ancora, secondo il coordinamento dei consumatori, il pieno di verde costa 10 euro in più rispetto al 2010, quello del diesel 12. Ma se gli automobilisti piangono, non va meglio agli autotrasportatori, come sottolinea la Cgia di Mestre. Per quanto riguarda il costo del pieno, rispetto a marzo 2009, un autotrasportatore con un Tir di peso superiore alle 11 tonnellate e un serbatoio da 500 litri, paga oggi 724,6 euro. Due anni fa il costo era di 511,4 euro (+ 41,7%). SUL FRONTE carburanti le notizie non finiscono qui. Contro la riforma della distribuzione della benzina inserita in manovra, i gestori Eni/Agip chiudono le pompe dalle 13 di oggi fino alle 7 di domani. Seguiranno tutti gli altri distributori, fermi il 27 e il 28 luglio. La manovra introduce una liberalizzazione dei contratti, un’ estensione del self service e la possibilità di vendere ai distributori prodotti no-oil come cibo e giornali.«Lo sciopero non farà altro che colpire i consumatori», è il commento a caldo del sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia. Ma di certo in queste due settimane non mancheranno i tentativi di scongiurare la chiusura.
 

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