13 Maggio 2011

Benzina, scontro sui prezzi

Allarme dei consumatori mentre il petrolio va sotto i 95 dollari

Roma I prezzi del petrolio sprofondano a 95 dollari al barile ma quelli della benzina, accusano i consumatori, restano sempre a livelli massimi, mai raggiunti neanche quando il barile era prossimo a 150 dollari. Si infiamma così ancora una volta la polemica sui listini dei carburanti con associazioni degli utenti e Unione petrolifera ormai sempre più ai ferri corti.
Ad accendere la miccia sono stati i ribassi delle quotazioni internazionali del greggio, scese ieri rapidamente dopo il taglio delle stime sulla domanda internazionale da parte dell’Aie. Per la prima volta da quest’estate, ovvero dalla pubblicazione delle prime stime sul 2011, l’agenzia internazionale per l’energia si è infatti mostrata pessimista, rivedendo al ribasso le sue previsioni di 190.000 barili al giorno, per una richiesta totale di 89,2 milioni di barili al giorno.
A pesare sarebbero, secondo gli analisti dell’Aie, gli stessi prezzi troppo elevati del greggio e la ripresa economica internazionale rivelatasi più flebile rispetto alle aspettative. Un messaggio che ha immediatamente pesato sulle contrattazioni, facendo scendere il prezzo del Wti americano fino a un minimo di giornata di 95,25 dollari, per poi risalire appena sopra i 97 dollari in serata.
Di fronte a questo andamento al ribasso, in corso ormai da qualche giorno, però, lamentano le associazioni dei consumatori, i prezzi della benzina restano in Italia sostanzialmente fermi”, afferma il Codacons.
“Siamo di fronte alla prova provata del meccanismo della doppia velocità. – accusano Adusbef e Federconsumatori – Il petrolio è da settimane a questa parte in calo, complessivamente di oltre il 12%. La benzina, invece, è praticamente ferma sempre su livelli elevatissimi”.
Accuse respinte al mittente dall’Unione petrolifera: “soltanto le associazioni dei consumatori, evidentemente, non si sono accorte che i prezzi dei carburanti stanno scendendo ormai da diversi giorni, in coerenza con gli andamenti delle quotazioni internazionali”, replica l’Up.
 

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