14 Luglio 2008

“Benzina, sciopero contro gli aumenti“

“Benzina, sciopero contro gli aumenti“
I consumatori all`attacco: giù le tasse o boicotteremo le compagnie

Uno sciopero della benzina, una protesta contro il caro-energia che convinca il governo e le compagnie petrolifere a porre fine alle ondate di aumenti che stanno travolgendo i bilanci delle famiglie. La data è già fissata: il 15 settembre. Le modalità sono ancora da puntualizzare, ma è certo che l`autunno caldo delle associazioni dei consumatori punterà tutto su questo tema. Già da qualche anno, infatti, la ripresa di settembre è caratterizzata da una manifestazione dell`Intesa (cui aderiscono Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Adoc). In passato c`è stato lo sciopero della spesa, quello della pasta e del pane, ma per il 2008 non vi sono dubbi: il pool delle associazioni punta il dito contro benzina e gasolio (ormai a 1,558 euro al litro), le tariffe e la bolletta energetica. I leader delle quattro sigle metteranno a punto il calendario della protesta nei prossimi giorni, ma – a meno che nel frattempo l`esecutivo non accolga le richieste da tempo inoltrate – già si sa che questa volta la manifestazione sarà vasta e non si fermerà ad un solo giorno. “Vogliamo un impatto prolungato nel tempo – dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – e visto che non possiamo chiedere ai consumatori di non spostarsi e non fare il pieno, punteremo a boicottare le singole compagnie una alla volta, una al giorno. Proseguendo fino a quando non vedremo risultati“. Ma non solo: lo sciopero – anticipa Trefiletti – si allargherà all`intera questione energetica e le famiglie, il 15 settembre, saranno invitate a tenere spente luci e tivù per qualche ora e a consumare solo prodotti alimentari locali, sul cui prezzo non incida il costo del trasporto. “Il malessere che sta attraversando le famiglie italiane si deve vedere – dice il leader di Federconsumatori – perché al di là del quadro internazionale si può fare molto“. L`Intesa infatti chiede da tempo il blocco fiscale, ovvero l`interruzione del perverso meccanismo in base al quale più rincara la benzina più le entrate dello Stato aumentano: l`accisa, chiedono, deve diventare mobile e scendere subito di 3 centesimi per la benzina e 6 per il gasolio. Inoltre i consumatori chiedono di liberalizzare la rete e di aumentare i punti vendita che non siano legati ad un marchio, portandoli almeno al 5 per cento sul totale (oggi sono circa 300). Rimedi “nazionali“ da porre in atto subito perché la guerra “internazionale“ al caro-benzina e al caro-greggio sarà lunga e aspra. L`analisi di Hugo Chavez, presidente del Venezuela, lascia pochi dubbi in proposito. “Il petrolio raggiungerà i 200 dollari al barile“ ha detto, perché ci sono troppi fattori a spingerlo in alto: “La speculazione capitalista, la minaccia contro l`Iran, la guerra in Iraq, i pericoli che corre il Medio Oriente e, perché no, lo stesso Venezuela, e l`assenza di investimenti“.

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