11 Maggio 2007

BENZINA: SCATTA SERRATA, DISTRIBUTORI CHIUSI 6-8 GIUGNO

BENZINA: SCATTA SERRATA, DISTRIBUTORI CHIUSI 6-8 GIUGNO/ANSA

PROTESTA CONTRO DDL LIBERALIZZAZIONI; CRITICHE DEI CONSUMATORI

(ANSA) – ROMA, 11 MAG – L`Italia rischia di rimanere a secco

di benzina nella prima settimana di giugno: i benzinai hanno

proclamato 3 giorni di sciopero con i distributori chiusi dal 6

all`8 giugno prossimo.

Alla base del nuovo sciopero – dopo l`analoga iniziativa già

messa in campo nei mesi scorsi – c`é ancora una volta la

protesta dei gestori contro il ddl Bersani. Ed in particolare

contro una serie di norme contenute nel pacchetto

liberalizzazioni all`esame del Parlamento che, secondo i

benzinai, spianerebbe la strada alla grande distribuzione

mettendo in crisi l`intera categoria.

Lo sciopero – spiegano Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e

Figisc-Confcommercio, le tre sigle dei benzinai – “é l`unica

risposta possibile all`atteggiamento irresponsabile di un

Governo che si prepara a trasformare in legge un provvedimento

che cancella una intera categoria di lavoratori, sfascia una

rete distributiva strategica per il Paese, inganna i cittadini

ed i consumatori mistificando sulle reali ragioni e futuri

effetti della sua iniziativa“. Già la settimana scorsa, dopo

l`ultimo incontro con il Ministero per lo Sviluppo Economico, i

gestori avevano parlato di “chiusura“ da parte del Governo,

preannunciando lo sciopero le cui date sono arrivate oggi al

termine di una riunione unitaria della categoria.

Sullo sciopero, però, scendono i campo i consumatori

parlando di “serrata assurda“, come spiega il Codacons e di

iniziativa che rischia di tradursi – come sottolineato da

Federconsumatori e Adusbef – in un `assist` per l`industria

petrolifera. “Lo sciopero è assurdo e a pagare le spese della

protesta saranno come sempre gli utenti“, presi ad ostaggio

dalle varie categorie che si oppongono al Decreto Bersani e non

vogliono un incremento della concorrenza, spiega in una nota il

Codacons. La serrata “é la difesa di esclusivi interessi

corporativi che penalizzano i cittadini consumatori, ma – gli

fanno eco Federconsumatori e Adusbef – rappresenta la tutela

(forse inconsapevole) di un cartello petrolifero, che continua

ad agire indisturbato per realizzare fiorenti e sempre più

elevati profitti sulla pelle degli utenti costretti a versare

alla rendita petrolifera buona parte del loro reddito“.

Per gli automobilisti italiani l`inizio dell`estate rischia

così di tradursi in un periodo di `passione`: lo sciopero dei

benzinai si inserisce infatti nel nuovo rally innescato dai

prezzi dei carburanti con la verde ormai sopra 1,33 euro in

alcuni impianti della penisola. E con la previsione di prezzi

`caldi` anche nei mesi successivi. Come lasciato intendere oggi

anche dall`Aie – l`Agenzia Internazionale per l`Energia – che

prevede problemi sul lato dell`offerta che rischia di essere

penalizzata dal rallentamento dell`attività delle raffinerie e

dei problemi in Nigeria.(ANSA).

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