27 Ottobre 2009

BENZINA: SALE ANCORA, BOTTA E RISPOSTA CONSUMATORI-UP /ANSA

 
 
VERDE SFIORA 1,33 EURO, GASOLIO TORNA SOPRA 1,17 EURO

           
            (ANSA) – ROMA, 27 OTT – I carburanti salgono ancora e si
accende lo scontro fra Unione Petrolifera e consumatori, con il
Codacons che arriva addirittura a chiedere le dimissioni del
ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, reo, a
parere dell’associazione, di "non esser capace di far fronte
allo strapotere delle compagnie petrolifere".
   Anche oggi i distributori in Italia hanno confermato il trend
rialzista a cui si assiste ormai da diversi giorni. Dopo quelli
messi a segno ieri da Erg, Esso e Q8, oggi gli aumenti di
benzina e gasolio arrivano da Erg (+4 millesimi sulla verde)e da
Shell (+5 millesimi su entrambi i prodotti), che si conferma
così il marchio più caro sul territorio nazionale: la benzina
é arrivata a sfiorare gli 1,33 euro (1,329 per la precisione)
mentre il gasolio è tornato sopra gli 1,17 euro (1,174 euro),
valore mai raggiunto nel corso del 2009.
   "Ormai siamo all’inverosimile", tuonano Adusbef e
Federconsumatori, secondo le quali "non si capisce perché non
si intervenga da parte degli organismi preposti, a partire dal
ministero dello Sviluppo economico". I consumatori parlano di
uno stacco con l’Europa di 4-5 centesimi al litro e sottolineano
come "invece di controllare e verificare la doppia velocità di
adeguamento, di intervenire perché diminuisca tale
differenziale e si realizzi una reale liberalizzazione, non si
fa colpevolmente nulla". Il Codacons si spinge un po’ più in
là e arriva a chiedere la testa di Scajola: "un ministro che
non ha ancora proposto una sola misura a favore dei consumatori,
che non è capace di far fronte allo strapotere delle compagnie
petrolifere e che non ha ancora fatto approvare una sola misura
di liberalizzazione del mercato".
   Secondo l’Unione Petrolifera, però, "inverosimili sono
solamente le affermazioni di Adusbef e Federconsumatori che
continuano ad ignorare il reale andamento dei mercati
petroliferi internazionali". Negli ultimi 30 giorni, le
quotazioni internazionali sono salite di circa 6 centesimi al
litro per la benzina e circa 5 cent per il gasolio, a fronte di
un aumento dei prezzi industriali interni rispettivamente pari a
3,6 e 4,2 cent. "Tutto ciò dimostra come non vi sia alcuna
‘doppia velocita” di adeguamento dei prezzi", ribadisce l’Up.
   Sulla questione è intervenuto anche il presidente della
Commissione Prezzi del Senato, il leghista Sergio Divina,
secondo il quale è "inaccettabile che ancora una volta le
compagnie petrolifere come corsari vadano all’arrembaggio nelle
tasche dei consumatori. Chiedo al ministro Scajola di vigilare
sulle attività di queste aziende e contestualmente invitiamo
l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a dare il via
al ribasso dei prezzi, dal momento che tutte le compagnie si
marcano a uomo".(ANSA).

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